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22' 1-0 WATSON
COMEAU 1-1 25'
HINTZ 1-2 27'
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
MON Canadiens
NHL
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BERTUZZI 0-1 4'
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
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BACKSTROM 0-1 7'
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
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DEBRUSK 0-1 15'
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
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WAGNER 0-1 14'
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Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
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1. tempo
0-1
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RIELLY 0-1 5'
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
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NHL
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2-1
 
 
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7'
 
 
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FROST 0-1 2'
7' 1-1 PARISE
8' 2-1 STAAL
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
ARI Coyotes
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NJ Devils
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
STL Blues
NHL
0 - 0
02:00
CHI Blackhawks
Ultimo aggiornamento: 15.12.2019 01:49
Kamensky in azione nel 2012 (partita amichevole per i festeggiamenti del 75esimo dell'HCAP)
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UN DISCO PER L'ESTATE
20.06.2019 - 08:000
Aggiornamento : 15.07.2019 - 22:32

«Kamensky? Parlava poco, ma quando lo faceva noi stavamo zitti»

Stefano Togni si è espresso a proposito del campione russo che ha militato nell'Ambrì nel 1994: «Era impossibile portargli via il disco e ricordo una "cravatta" incredibile a Egli del Davos»

LUGANO - Non sono molti i giocatori svizzeri che hanno avuto l'onore di giocare nella stessa squadra di Valeri Kamensky nella loro carriera, ma Stefano Togni è uno di questi.

Correva la stagione 1994/1995 e l'allora stella dei Nordiques Québec approdò in Leventina per due mesi, dove realizzò la bellezza di 13 reti in 12 partite (19 punti). «Quando è arrivato ad Ambrì ero molto giovane e lui era uno dei giocatori di hockey più conosciuti al mondo», è intervenuto proprio Togni che all'epoca aveva vent'anni. «Ero emozionato e per me era un sogno poter giocare con un campione che - a soli 28 anni - aveva già vinto tre Mondiali e un'Olimpiade con l'ex Unione Sovietica. Ammirandolo durante gli allenamenti ho imparato moltissimo da lui, anche se la maggior parte delle sue finte era impossibile da imitare. Ricordo inoltre che - nonostante fosse una stella - aveva un'umiltà incredibile».

Ricordi qualche aneddoto? «La prima volta che ci incontrammo alla Valascia mi presentai e lui ovviamente fece la stessa cosa con me. A quel punto però pensai: ma che cosa me lo dice a fare? So esattamente chi ho di fronte, è lui che non sa chi sono io (ride, ndr). Oltre a questo una mattina - durante un allenamento - stavamo giocando una partitella a campo ridotto in tre contro tre (bago-bago) e ricordo che in pista faceva quello che voleva: controllava il disco tenendo il bastone con una mano sola ed era impossibile sottrarglielo».

Nei due mesi che restò in Ticino, aiutò i biancoblù a vincere tutte le partite in cui è sceso sul ghiaccio, ovvero dodici consecutive... «In quel momento - insieme a Bykov e Khomutov - era il giocatore più forte in Svizzera, soltanto che Kamensky - al contrario dei suoi due connazionali del Friborgo - giocava da solo ed era sempre in grado di risolvere le partite. A quei tempi era due spanne sopra gli altri e ricordo una "cravatta" allucinante che fece a Egli del Davos sulla linea blu, per poi andare a insaccare il disco sotto l'incrocio dei pali. Oppure come dimenticare il famoso derby in cui stavamo perdendo 5-2 contro il Lugano, ma che andammo a vincere 6-5 nel terzo tempo grazie alle sue giocate e a quelle di Peter Jaks. Era un piacere ammirare le sue gesta».

E com'era fuori dal ghiaccio? «Era un personaggio molto riservato, non parlava molto. Osservava e analizzava le differenti situazioni in silenzio, ma quando apriva la bocca noi stavamo zitti in segno di rispetto e per ascoltare quello che diceva. Si faceva volere bene da tutti e non ha mai rinunciato a firmare autografi o a farsi fotografare con i tifosi. Ha ricevuto un grande calore dal pubblico, per questo motivo penso che anche lui abbia beneficiato di questa esperienza ticinese».

Clicca qui per leggere gli articoli precedenti di "Un Disco per l'estate".

Tipress (archivio)
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Commenti
 
Zarco 5 mesi fa su tio
Tesserato hcl , ma tanto di cappello a sto fenomeno!!!!!
Cristina Decarli Ex Wartenweiler 5 mesi fa su fb
Un grande 😊😊
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Ultimo aggiornamento: 2019-12-15 01:52:37 | 91.208.130.89