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22.06.2017 - 10:000
Aggiornamento : 17:47

«Con Jakushev giocavamo a basket uno in spalla all'altro per rinforzare tutti i muscoli»

Stefano Togni ha raccontato qualche aneddoto dell'Ambrì del 1994/1995: «Kamensky? Ammiravo le sue giocate in TV e a un certo punto me lo sono ritrovato nello spogliatoio: situazione surreale»

AMBRÌ - Nella stagione 1994/1995 il giovane 20enne Stefano Togni si apprestava a disputare il suo terzo campionato di LNA con l'Ambrì. Proprio in quell'anno il ticinese ha ricevuto l'onore di avere come compagno di squadra un certo Valeri Kamensky.

Il campione russo – vincitore fra gli altri trofei di 3 Mondiali, una Olimpiade e una Stanley Cup – giunto durante il lockout di NHL, è rimasto però in Leventina soltanto per 12 partite, riuscendo comunque a lasciare il segno (19 punti, fra cui 13 reti). «Ammiravo le sue giocate alla televisione e a un certo punto me lo sono ritrovato nello spogliatoio: la situazione era surreale», ha esordito Stefano Togni. «Mi hanno soprattutto colpito la semplicità e l'umiltà di questo signore dell'hockey e poi, con il disco, faceva ciò che voleva. Aveva inoltre vinto un derby contro il Lugano praticamente da solo: quando abbiamo incassato il 2-5 Kamensky ha iniziato a giocare e alla fine ci siamo imposti 6-5».

Alla Valascia il forte russo raggiunse la sua vecchia conoscenza, ovvero coach Jakushev, andando a formare un trio da sogno con Kvartalnov (44 punti in 27 match) e Fedulov (42 in 34). «Era una squadra costruita per vincere, molto forte soprattutto a livello offensivo, e gli stranieri erano formidabili: decidevano loro quando segnare. Quell'anno Jakushev ha rivoluzionato il nostro modo di giocare e tutti quanti in squadra si sono immediatamente adattati al progetto russo, innovativo ed efficace».

Ma com'erano gli allenamenti del generale di ferro Jakushev? «Erano molto duri, intensi e ci allenavamo fino allo sfinimento. I risultati però alla fine si sono visti: eravamo molto più veloci, fisici e spettacolari. Mi ricordo che per rinforzare tutti i muscoli ci faceva giocare a basket uno in spalla all'altro. Erano degli esercizi incredibili, ma questo sistema ha aiutato a formare il carattere dei suoi giocatori, che con lui imparavano a non mollare mai».

Quale Ambrì preferisci tra quello del 2013/14 e quello del 1994/95?? Rispondi votando nel sondaggio.

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