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NAZIONALE
10.03.2020 - 07:000
Aggiornamento : 17:53

La Nati e quel risveglio nel fantastico Mondiale 1992

A Praga i rossocrociati si arrampicarono fino alla semifinale del Mondiale

Una squadra eccezionale e risultati impensabili. Fino alla solita Svezia

Fonte Marcel Allemann
elaborata da Redazione

PRAGA - Dagli anni '60 agli anni '80 l'hockey svizzero non valeva quello delle big planetarie. In quel periodo storico la maggior parte delle selezioni rossocrociate si batté infatti in quello che al tempo era il gruppo B mondiale e, due volte (nel 1967 e 1973), recitò pure nel gruppo C contro avversarie come Bulgaria, Australia e Corea del Nord. Di conseguenza, la corsa fino alla semifinale della Coppa del Mondo del 1992 in quella che allora era la Cecoslovacchia (la Svizzera era tornata nella massima categoria solo l'anno precedente) fu accolta come sensazionale.

Plasmata sotto la guida dell'head-coach John Slettvoll e dell'assistant-coach Bill Gilligan, quella squadra delle meraviglie poteva contare sulla forte coppia di portieri Renato Tosio-Reto Pavoni e dall'eccezionale attaccante - e capocannoniere - Jörg Eberle. Un posto in quell'incredibile armata l'avevano però guadagnato pure i due attuali esperti della SRF Mario Rottaris e Christian Weber, il sempre pungente Dino Kessler e due direttori sportivi dei giorni nostri: il Lion Sven Leuenberger e l'Aviatore Felix Hollenstein. Altri? C'erano Sandro Bertaggia e Luigi Riva, che oggi vedono i figli Alessio ed Elia muoversi in bianconero, e come terzo portiere, c'era Patrick Schöpf, ora conosciuto soprattutto per aver sposato Shawne Fielding.

I momenti salienti del nostro Mondiale furono un 2-2 contro la Russia, a quel tempo corazzata formidabile, un incredibile 1-1 contro il Canada e poi, nei quarti di finale, il magnifico 3-1 rifilato alla Germania, squadra all'epoca molto forte. Prima di quel confronto la Bild ci prese in giro con un poco saggio: «Oggi facciamo i buchi al formaggio svizzero”. Si rivelò invece, per i rossocrociati, la primavera di Praga. Mario Brodmann, Felix Hollenstein e Roberto Triulzi spinsero infatti la Nati al trionfo: «Tutti sapevano cosa fare; soprattutto nella fase difensiva ci comportammo molto bene. Quello è di certo stato il mio miglior momento con la maglia della Nazionale», afferma Christian Weber guardandosi indietro. Solo la Svezia, imponendosi 4-1 in semifinale, fermò la corsa di una selezione che, poi sconfitta pure nella finalina dai padroni di casa, chiuse la manifestazione al quarto posto.

In una storia in sette puntate, raccontandone alcuni tra i momenti più significativi, il 20 Minuti farà entrare i suoi lettori nell'atmosfera del campionato mondiale di hockey. Fino a oggi la manifestazione è ancora in programma. Biglietti e informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: 2020.iihfworlds.com.

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Commenti
 
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sergejville 1 anno fa su tio
Slettvoll- Gilligan alla transenna, due grandissimi coach; avversari nel campionato svizzero.
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