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NATIONAL LEAGUE
16.01.2020 - 13:150
Aggiornamento : 23:49

«Lugano o Berna? Dico Lugano!»

Marc Gautschi fa il punto sul campionato: «L'Ambrì non ha alcun tipo di pressione. Chissà...»

AMBRÌ/LUGANO - Otto punti. Una miseria. È la differenza che c'è tra il Losanna quinto e l'Ambrì undicesimo. Da qui al 29 febbraio - giorno in cui si disputerà la 50esima partita di regular season - tutto è apertissimo. Ogni errore e ogni punto lasciato per strada potrebbero costare carissimo a chiunque. Cosa dovremo attenderci in questo mese e mezzo di fuoco?

Marc Gautschi, facciamo un passo indietro. Sami Kapanen cos'ha sbagliato a Lugano?
«Dall'esterno non è facile giudicare. Forse "semplicemente" il suo gioco non era adatto alle caratteristiche dei giocatori che aveva a disposizione. Per un allenatore non è mai l'ideale snaturare la propria idea di gioco e soprattutto la propria filosofia. Da qui le difficoltà a emergere nel nostro campionato».

Berna o Lugano? Se dovessi scommettere su chi punteresti nelle magnifiche otto?
«Dico Lugano. Al Berna manca qualcosa, non è più la squadra dell'anno scorso. Jalonen forza tanto le prime due linee e questo, con il passare delle partite, rischi di pagarlo. Karhunen è un ottimo portiere, ma con lui la squadra deve rinunciare a uno straniero di movimento... Credo che il Lugano di Pelletier adesso abbia una marcia in più».

Nonostante le avversità, l'Ambrì è sempre lì incollato alla linea...
«Hanno vissuto un mese di dicembre incredibile, ma alla lunga gli infortuni inevitabilmente si fanno sentire. Il punto a favore dell'Ambrì, in questo momento, è che non ha troppa pressione. Tra quelle in lotta, infatti, è la squadra con meno pressione sulle spalle. Mi è piaciuta la scelta di Cereda di mettere Flynn insieme a D'Agostini e Upshall. L'americano è cresciuto tantissimo». 

Le Aquile ginevrine stanno volando altissimo. Dove sta il segreto?
«Avevo vissuto una situazione analoga ad Ambrì quando Constantine se n'era andato. Quest'ultimo era un allenatore precisissimo che controllava tutto, ogni movimento di ogni singolo giocatore. Con l'avvento di Pelletier alcuni giocatori si erano poi sentiti più liberi di esprimersi secondo le loro caratteristiche. E, questo aspetto, in una squadra può fare la differenza».

Ma fino a dove potrà arrivare la squadra di Patrick Émond?
«I playoff saranno tutta un'altra storia, in contingente ci sono tanti giocatori che hanno poca esperienza a certi livelli. Entrare nei giochi con vista sul titolo per noi è già un successo. D'altronde all'inizio il club era stato chiaro sul fatto che sarebbe stata una stagione di transizione».

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Commenti
 
Evry 1 mese fa su tio
Risposte valide, diomostra conoscenza e saggezza
sergejville 1 mese fa su tio
qualcosa non quadra tra le ultime due domande e le relative risposte...
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