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Il gol che ha deciso il derby è tipico della filosofia voluta da Kapanen.
HCL / HCAP
04.10.2019 - 07:000
Aggiornamento : 16:14

Identità e impegno, ma ora servono anche le reti

Dopo il derby il Lugano affronterà questa sera lo Zurigo alla Cornèr, mentre l'Ambrì ospiterà il Friborgo alla Valascia. Domani trasferte a Langnau e Losanna

AMBRÌ - Bianconeri in cerca di conferme. Biancoblù in cerca di riscatto. Questi gli obiettivi post-derby delle due ticinesi, che nelle sfide del weekend affronteranno rispettivamente Zurigo e Langnau (il Lugano) e Friborgo e Losanna (l’Ambrì).

L’Ambrì per abbattere Dragoni (stasera alla Valascia) e Leoni (domani nel canton Vaud) dovrà finalmente estrarre gli artigli sotto porta. Dovrà essere più concreto e cattivo. Perché finora la resa offensiva dei biancoblù è (largamente) deficitaria. E per capirlo basta snocciolare alcuni dati. Gli uomini di Cereda non sono mai riusciti a segnare più di 3 reti nelle 13 partite ufficiali fin qui disputate (8 di NLA, 4 CHL e 1 di Coppa Svizzera). Nemmeno contro il Dübendorf, squadra di due leghe inferiori. Ma non solo. Un altro grosso problema è l’efficacia al tiro. Nelle otto partite di campionato i leventinesi hanno infatti scagliato ben 248 dischi (31 di media a gara) verso il portiere avversario, riuscendo però a superarlo solo in 15 occasioni. E questo si traduce in un magrissimo 6.05% di riuscita. Troppo poco per fare voli pindarici. A pesare su questa statistica, oltre alla scarsa vena realizzativa di alcuni giocatori chiave come Sabolic e Müller (entrambi ancora fermi a 0 gol), vi è il poco “traffico” creato davanti alle gabbie avversarie e la difficoltà di andare alla conclusione là dove è più probabile fare male. Dallo slot. Spesso i tiri dei biancoblù arrivano infatti da lontano e sono facili prede dei portieri. Insomma per pensare di battere Friborgo e Losanna le bocche di fuoco leventinesi dovranno avere più fame. Perché, nonostante una buona tenuta difensiva, nell’hockey non segnando mai più di tre reti, di partite ne vinci poche.

Anche sul fronte bianconero in attacco le cose non vanno proprio benissimo. In questo inizio di campionato il Lugano ha infatti spesso costruito azioni molto pericolose senza però capitalizzarle. Da questo punto di vista per Kapanen sarà molto importante recuperare il centro canadese Ryan Spooner, che con le sue indubbie (ed enormi) doti offensive potrebbe dare una grande mano all’attacco. A livello di reti, infatti, il contributo portato dagli stranieri è (per ora) abbastanza limitato (solo 3 gol in 7 match). Il Lugano, però, sta trovando - piano piano - una sua identità ben definita. Un’identità fondata sul lavoro a tutta pista. Sul pattinaggio. Sul fore-check alto, sulla pressione costante e sul puntare dritto e senza fronzoli verso la porta avversaria. Un esempio di questa filosofia è il gol di Sannitz che ha deciso il derby. Da settembre passi in avanti ne sono stati compiuti. Vedremo se stasera, al cospetto della capolista Zurigo, e domani, nella tana dei Tigrotti, la truppa di Kapanen riuscirà a compierne altri.

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