L'OSPITE - STEFANO TOGNI
20.09.2019 - 07:000
Aggiornamento : 07.10.2019 - 09:31

«L'Ambrì può dire la sua col Ginevra. Klasen contro lo Zugo? Lo farei giocare sempre»

Stefano Togni si è espresso in merito alle prime giornate di campionato: «Non mi aspettavo proprio che le due ticinesi non conquistassero nessun punto»

LUGANO - Questa sera avrà luogo il quarto turno di National League e - per quanto riguarda le squadre ticinesi - scenderà in pista soltanto l'Ambrì.

La formazione biancoblù - ancora ferma a zero punti dopo tre partite disputate - affronterà alla Valascia il Ginevra e sarà importante un successo. «Le Aquile sono indubbiamente ostiche e l'hanno dimostrato anche in occasione delle prime uscite stagionali», è intervenuto l'ex attaccante di Lugano e Ambrì degli anni '90 Stefano Togni. «L'Ambrì potrà dire la sua alla Valascia, ma i giocatori dovranno scendere sul ghiaccio positivi e credere nei loro mezzi. Soltanto con l'attitudine giusta e continuando a seguire alla lettera il gioco di Cereda - in cui è richiesto molto pattinaggio - i biancoblù riusciranno a togliersi le loro soddisfazioni, basta crederci. È un campionato molto equilibrato e a ogni partita saranno i dettagli a fare la differenza, per questo motivo bisogna cercare di sfruttare al massimo i match casalinghi. Sabolic? È un giocatore da tutta pista e predilige creare il gioco, ma nelle prossime gare dovrà cercare di essere più presente sotto porta, esattamente come tutti gli altri. È necessario che tutti i giocatori si prendano più responsabilità».

Dal canto suo il Lugano - che ha finora rimediato due battute d'arresto interne in altrettante partite - sarà di scena sabato sera a Zugo. «Per i bianconeri non sarà semplice, ma nemmeno impossibile. I Tori sono indubbiamente molto forti quest'anno, ma abbiamo visto che finora qualche punto per strada l'hanno lasciato. Con il giusto sacrificio Sannitz e compagni hanno la qualità per prendere punti in tutte le piste. Sono dell'idea che nelle due gare iniziali la squadra abbia disputato dei primi tempi a un ritmo elevato, mostrando un buon hockey, ma alla prima difficoltà si è lasciata andare. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima che gli automatismi del nuovo coach inizino a funzionare. Klasen? Personalmente lo farei sempre giocare, anche se bisogna capire se le sue caratteristiche siano compatibili con il sistema di gioco di Kapanen. Sicuramente giocando con due difensori stranieri ne risentono sia Wellinger sia Riva, poiché entrambi hanno a disposizione meno ghiaccio del previsto. Dovrà essere bravo l'allenatore a fare le scelte giuste».

Quali sono le tue considerazioni dopo tre turni? «Sinceramente non mi aspettavo che Lugano e Ambrì fossero ancora ferme a zero punti in classifica, così come il Friborgo, che in estate si è reso protagonista di una grande campagna acquisti. D'altro canto mi ha stupito il Rapperswil, in grado di vincere due gare, fra cui quella di Bienne contro l'attuale capolista del campionato. I Lakers saranno insidiosi per tutti e possono contare sull'apporto di quattro stranieri molto validi. In ogni caso vedo soltanto squadre competitive, anche se reputo Berna, Zugo, Losanna, Bienne e Zurigo un gradino sopra rispetto alle altre».

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