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14.05.2019 - 07:000
Aggiornamento : 15:21

«Davos, che sfida. I risultati della Svizzera? Il merito è di Fischer». 

Il difensore ticinese - Samuel Guerra - ha parlato anche della sua convocazione in Nazionale nel mese di aprile: «Respirare un po' di aria internazionale mi ha fatto bene»

DAVOS - Contro l'Austria la truppa di Patrick Fischer tenterà di cogliere il terzo successo in altrettanti incontri.

A questo proposito si è espresso l'ex difensore dell'Ambrì – dalla prossima stagione al Davos – Samuel Guerra. «Dopo il netto successo contro l'Italia, mi è piaciuto l'atteggiamento della Svizzera nella partita seguente con la Lettonia. La squadra è scesa sul ghiaccio con lo spirito giusto, ha lottato e ha vinto meritatamente l'incontro». 

Dodici reti siglate e una sola incassata in due match: ti aspettavi un esordio del genere? «Sinceramente non sono sorpreso, anche perché queste prestazioni riflettono un po' l'ambiente che c'è in Nazionale. Oltre al roster di assoluto valore, tutti i giocatori hanno la stessa mentalità e c'è un'ottima sintonia fra di loro, sia sul ghiaccio sia fuori. Questi ingredienti aiutano ovviamente a vincere e il merito è di Fischer, il quale sta cercando da un paio di anni di creare una generazione che porta avanti il suo concetto».

Ricordiamo che in aprile Guerra aveva partecipato al campo di allenamento in Russia con la Nazionale. «Erano due anni che non venivo convocato e respirare un po' di aria internazionale mi ha fatto bene. Sono soddisfatto perché ho avuto l'opportunità di misurarmi con dei difensori di grosso calibro e ho capito dove posso migliorare ulteriormente. Grazie a questa esperienza inizio la nuova stagione con nuovi obiettivi e motivazioni».

Il ticinese è dunque pronto per la sua seconda avventura nei Grigioni, dopo quella dal 2009 al 2016... «È sicuramente emozionante tornare a Davos anche se è cambiato tutto. Ho trovato una nuova realtà, un nuovo club che vuole ripartire da zero, dopo aver vissuto il mondo di Del Curto. Si tratta di una bella sfida dove siamo consapevoli di avere la possibilità di costruire una nuova generazione. Sarà un percorso lungo, tortuoso e sarà necessario accettare i periodi negativi che si presenteranno, restando uniti e continuando a lavorare duramente».

Nella sua carriera il 26enne ha vinto due campionati con il Davos (2012 e 2015) e uno con lo Zurigo (2018), mentre nell'ultima stagione ha trascinato l'Ambrì nei playoff, totalizzando 20 punti in 55 match, suo record personale. «In una squadra ognuno ha il suo ruolo e quando il mio viene accettato riesco ad esprimermi al meglio. Non parlo molto nello spogliatoio, ma sono sempre motivato e mi piace lavorare ogni giorno al massimo per il gruppo. Nei Grigioni mi aspetto questa attitudine da parte di tutti: il Davos deve tornare a essere il... Davos». 

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