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01.02.2019 - 14:500
Aggiornamento : 02.02.2019 - 01:20

«Sono affezionato al Ticino, vorrei Ambrì e Lugano nei playoff»

Serge Pelletier, coach del La Chaux-de-Fonds: «Tanto lavoro e dei cambiamenti azzeccati ci hanno permesso di essere tra le prime: ora ci prepariamo per la post season. Futuro? Non c'è fretta»

LA CHAUX-DE-FONDS - Prese le redini del La Chaux-de-Fonds nel novembre 2017, quando dopo un complicato avvio di stagione la squadra navigava all’ottavo posto in classifica, Serge Pelletier ha iniziato da allora a plasmare il gruppo neocastellano. Al via del campionato 2018/19 con l’obiettivo di chiudere nella top-4, i Montagnards stanno rispettando le aspettative e - al momento - occupano la quarta posizione a -5 dalla capolista Ajoie e a -2 dall’Olten (secondo), team che hanno però già disputato una partita in più.

«Non è mai semplice prendere una squadra e cercare di farla crescere, c’è stato tanto lavoro e dei cambiamenti azzeccati - spiega Serge Pelletier, head coach 53enne - Diversi tasselli messi al posto giusto ci hanno dato la possibilità di essere ora ai primi posti. È un lavoro quotidiano. Ora siamo quasi alla fine della regular season (mancano 5 match, ndr) e possiamo dire di essere dove volevamo. Ci stiamo preparando per l’inizio dei playoff e speriamo di recuperare alcuni feriti: a questo proposito la pausa per la Nazionale arriva al momento giusto. Nella post season poi si vedrà… la fame vien mangiando».

Il tuo accordo con i Montagnards scade a fine stagione. «Esatto, mi sono impegnato in questa avventura con un accordo valido fino al 2019, dopodiché vedremo. Non c’è fretta, vogliamo finire la stagione».

In LNA, oltre al ruolo da assistente a Lugano, Pelletier è stato head coach di Ambrì, Friborgo e Zugo. «Per il futuro lascio sempre aperte tutte le situazioni, vale come allenatore ma anche per un eventuale ruolo di direttore sportivo. Ora mi concentro sul finale di stagione e il mio impegno con il La Chaux-de-Fonds. Poi si vedrà».

Restando sulla Swiss League, in questa stagione i Rockets - con il loro lodevole progetto - dal lato sportivo stanno però facendo molta fatica (14 punti in 40 match). «Hanno alternato buone partite, dove hanno combattuto fino alla fine, con alcuni brutti ko in cui non ha funzionato niente. Sono un po’ strani questi sbalzi di prestazione. Va detto che in questi anni hanno sfornato già tanti giocatori, hanno un ruolo un po’ “ingrato”. Formano i giocatori, poi come da progetto questi partono. Bisogna rinforzare questa filosofia del farm-team per mantenere sempre stimoli di sviluppo nell’arco della stagione».

Uno sguardo poi alla National League, dove per i playoff c’è una bagarre totale. «Davanti ci sono Berna e Zugo che hanno fatto il vuoto, ma le altre - dal terzo al decimo posto - sono tutte in lotta. Avendo così tante squadre coinvolte diventano quasi tutti scontri diretti. Tutte si rubano punti a vicenda e questo dà pepe alla stagione. Basta sbagliare un weekend per perdere 4-5 posizioni».

Questa situazione è anche merito di Langnau e Ambrì che, sovvertendo molti pronostici, stanno facendo un campionato al di sopra delle aspettative. «Io dico sempre che ogni stagione ci sono una-due sorprese positive e, allo stesso tempo, negative. È il bello dell'hockey svizzero».

Il Lugano, tra dubbi e incertezze, fa tanta fatica e si può “catalogare” tra le sorprese negative. «Sì e no, una sorpresa negativa è sicuramente il Davos. Il Lugano è comunque a ridosso della riga, basta un weekend da 6 punti e sono lì».

Dopo 39 fatiche l’Ambrì è settimo con 60 punti, il Lugano decimo con 55 (-3 dal Ginevra). Pelletier, ricordando i suoi trascorsi, chiude con un augurio alle ticinesi. «Spero che Ambrì e Lugano arrivino ai playoff, sono sempre molto affezionato al Ticino avendo già lavorato per entrambi i club. Mi auguro chiudano nella top-8, è sempre un piacere vederle lì. Senza nulla togliere alle altre, ma il mio legame col Ticino è sempre speciale».

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Commenti
 
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Evry 1 anno fa su tio
Sta cercando un posto come allenatore ..... guarda che il DS del Lugano questa volta non la potrà fare di testa sua, perchè ... facciamo fare le valigie.
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