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05.12.2018 - 18:080
Aggiornamento 06.12.2018 - 10:05

Corvi-Lugano, è un "ni"

Il grigionese non ha chiuso ai bianconeri. Ha semplicemente preso tempo con tutte le squadre che l'hanno contattato. Per decidere con calma e strappare l'ingaggio migliore

LUGANO – Perso Greg Hofmann e messosi sulle tracce di un portiere in grado di non far rimpiangere il partente Elvis Merzlikins, il Lugano non ha certo smesso di sondare il mercato interno. Arrivasse un estremo difensore straniero, i bianconeri sarebbero infatti costretti a schierare solo tre “import” di movimento ogni partita. Da qui la necessità di rimpinguare la rosa con svizzeri di qualità.

Già ma a chi fare la corte? In fondo di big rossocrociati (in scadenza di contratto) in giro non è che ce ne siano moltissimi. Anzi, ce n'è forse uno solo in grado di fare davvero la differenza: Enzo Corvi. Che alla Cornèr Arena abbiano pensato al 25enne attaccante grigionese non è una novità. Una trattativa non è in ogni caso stata imbastita. E non per tentennamenti del club ticinese: è stato il giocatore, come confermato da Roland Habisreutinger, a chiudere la porta.

«Nelle scorse settimane ci ha comunicato che non intende trattare con il Lugano – ha sottolineato il direttore sportivo dei bianconeri - non penso che le cose cambieranno in futuro. Come mai? Dobbiamo accettarlo, avrà i suoi motivi».

Storia archiviata? Non proprio. Forse solo rimandata di un po'. Dall'entourage dell'attaccante trapela infatti incertezza riguardo alla situazione attuale, ma nessuna chiusura in vista del futuro. Pare che Corvi non abbia risposto picche solo ai bianconeri. Sembra invece si sia comportato nella stessa maniera con tutti i club che hanno bussato alla sua porta. Questo perché non è ancora pronto per fermarsi e decidere con tranquillità quale maglia vestire “da grande”. Questo perché, consigliato, sa che più riesce a farsi desiderare, migliore sarà il contratto che riuscirà a strappare per i prossimi tre-quattro anni.

Commenti
 
sergejville 1 sett fa su tio
pensiamo alla stagione corrente, va. Del mercato si parla già troppo: lasciamo fare ai giocatori e soprattutto ai loro agenti e ai vari DS dei Club.
Findus 1 sett fa su tio
Il prototipo del mercenario
Frankeat 1 sett fa su tio
@Findus Scusa, ma tu se ricevessi 5 offerte di lavoro, non guarderesti come prima la cifra alla riga "Stipendio annuo" e quali sono gli eventuali "benefit"? Oppure tu sei uno di quelli che non gli interessa lo stipendio, ma guarda prima se la scrivania è del colore giusto, se la tuta da lavoro ha un logo chic, se il negozio è su una via dove passa la gente "giusta", ecc?
Megamac 1 sett fa su tio
@Findus Il prototipo del "professionista/imprenditore"! E l'ipocrisia di chi come te definisce mercenario qualcuno che cerca un miglior stipendio da una "ditta" (tu non rinunceresti ad un aumento del salario se ti venisse offerto da una ditta concorrente magari a migliori prestazioni?), è imbarazzante. Uno sportivo ha una carriera professionale tra le più corte, vuoi per l'età o peggio ancora per il rischio di infortunio........e pretendi che non "munga la vacca" più che può? Per cosa? Per la fatidica "maglia"??? Ma per favore! Basta con tutta questa ipocrisia! Siete solo invidiosi che sono riusciti a fare soldi con la loro passione!
Frankeat 1 sett fa su tio
@Megamac Ho scritto più o meno anch'io la stessa cosa oltre un'ora fa, ma vedo che la redazione non ha approvato ancora il messaggio oppure l'ha cancellato (boh, eppure non conteneva parolacce o insulti). Comunque concordo su tutto quello che hai scritto.
toto2 1 sett fa su tio
@Megamac Certo che no,ma almeno che lo si dica apertamente,non nascondersi dietro un dito dicendo mi affascina il "progetto"...dillo,mi pagano di più mi hanno fatto un contratto più lungo e pago meno tasse.....basta.
F/A-18 1 sett fa su tio
@toto2 Sai Totò, anch'io la penso come te, chi definisce un giocatore solo come un professionista/imprenditore di se stesso di fatto gli da del mercenario, io un giocatore lo amo se sento che questo è attaccato alla maglia, costi quel che costi ma un campione lo vedi sopratutto da questo. Un campione oltre ad essere un fuoriclasse deve per forza di cose amare la propria squadra, il tifoso lo sente ed il tifoso giustamente si arrabbia in caso di abbandono della squadra. Questa è la differenza tra un idolo ed un professionista, Hofmann è solo un buon professionista, non sarà mai un idolo, penso che diventare un idolo per i propri tifosi deve essere una condizione impagabile, nessun contratto milionario potrebbe pareggiare questa condizione.
albertolupo 1 sett fa su tio
miiiiiiiii....,. non siamo ancora a Natale e si parla più di mercato che di hockey! Uffa!
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