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Ryan Gardner nella sua ultima stagione a Lugano (2016/17).
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09.08.2018 - 07:010
Aggiornamento : 14:38

«Al centro di tutto c'è la salute dei giocatori: siamo lì per loro»

Ryan Gardner, ex attaccante nominato in giugno Player Safety Officer al fianco di Stéphane Auger: «Vogliamo aiutare i protagonisti sul ghiaccio. Sarebbe bello avere meno squalifiche e meno infortuni»

TORONTO (Canada) - «Al centro di tutto c'è la sicurezza e salute dei giocatori, il "Player Safety Department" vuole aiutare i protagonisti sul ghiaccio», parola di Ryan Gardner, ex attaccante di Ambrì, Lugano, Zurigo, Berna e Friborgo, che nel mese di giugno è stato ufficialmente nominato Player Safety Officer (PSO) andando ad affiancare l'ex arbitro di NHL Stéphane Auger.

«Il livello dell'hockey svizzero è molto alto, il gioco è veloce e c'è grande intensità - aggiunge il 40enne, tornato a vivere stabilmente nella sua Toronto - Per me è un compito nuovo, il nostro obiettivo non è solo quello di infliggere sospensioni, ma bensì tutelare i giocatori. Come una sorta di "educazione", sarebbe bello arrivare ad avere meno squalifiche e meno ferimenti. Vogliamo continuare a trasmettere un messaggio per far capire cosa si può fare e cosa no: cercare di prevenire, nel limite del possibile in un gioco rapido e di contatto come l'hockey, gli infortuni».

Insomma lavorare per il bene dei giocatori e dello spettacolo sul ghiaccio. «Non vogliamo cambiare la velocità del gioco, ma solo eliminare 2-3 cose che fanno male. Ci sono 12 squadre nella Lega e se si guardano i numeri ci sono troppe squalifiche. Noi vogliamo che i giocatori restino sul ghiaccio... non in tribuna. Per farlo bisogna limitare gli interventi che vanno "oltre". È bello quando le squadre sono al completo e i tifosi possono ammirare tutti i migliori giocatori».

Come funzionerà il vostro lavoro? «Io, Stéphane Auger e anche Brent Reiber guarderemo gli incontri. Quando c'è una penalità di partita l'episodio verrà subito analizzato, quando un arbitro ci solleciterà idem. Capiterà anche che seguendo un match saremo noi a decidere di approfondire un episodio come Department».

Dopodiché, nei casi in cui si renderà necessario, arriveranno - in modo proporzionale - le squalifiche. «Noi, in base all'episodio in questione, daremo un'opinione e comunicheremo la nostra proposta. Dopodiché starà al Giudice Unico dire "sì o no": a lui spetta l'ultima parola».

Per Gardner, sniper che in carriera ha vinto quattro titoli di campione svizzero, una Champions League, una Victoria Cup, una Coppa Svizzera e una medaglia d’argento ai Mondiali, sarà un nuovo appassionante incarico nel mondo dell'hockey svizzero. «Spero di poter aiutare concretamente la nostra Lega e i giocatori. Non tutti saranno sempre contenti e d'accordo con le nostre decisioni, ma sarà importante portare avanti un sistema il più chiaro possibile. Spero che i giocatori abbiano fiducia in noi: devono sapere che siamo lì per loro, per aiutare chi va sul ghiaccio».

Per la maggior parte del tempo Gardner e Auger lavoreranno dal Canada. «Sì, possiamo farlo da qui. Le partite iniziano alle 13.45 (ora di Toronto, ndr), quindi abbiamo tutto il tempo per analizzare gli episodi e decidere. È un bel vantaggio: le decisioni vanno poi comunicate entro le 07.00 ora Svizzera, la una di notte qui. Quando sarà possibile verrò anche in Svizzera per dei confronti, per parlare con le squadre e i giocatori».

Primi "appuntamenti" fissati nelle prossime settimane. «Sì, verremo in Svizzera per degli incontri con dirigenti e giocatori: non tutti, ma gruppi di 5-6 per squadra. Spiegheremo come funziona il sistema, come vogliamo lavorare e aiutarli», conclude Ryan Gardner, ritiratosi ufficialmente lo scorso mese di febbraio dopo 1'075 partite di LNA condite da 715 punti (307 gol).

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Commenti
 
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Cesare Saldarini 1 anno fa su fb
Ecco iniziate a pensare sul fallo di Pettersson e sul fatto che abbia preso così poche giornate...
GI 1 anno fa su tio
seguo da anni questo sport con grande interesse......malgrado quanto predicato da Ryan.....i falli sono diventati sempre "peggiori"...al punto tale che ferimenti di vario tipo (commozioni celebrali in primis) non si contano oramai più......troppa indulgenza a coloro che commettono falli con tali conseguenze....Petterson docet...
skorpio 1 anno fa su tio
Tutto questo lavoro è inutile fintanto che alla fine il giudice unico può modificare o annullare la loro proposta di squalifica. Inoltre, prendendo come esempio solol episodio di Petterson, se si danno solo 6 giornate per un fallo simile è solo un incentivo alla violenza.
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