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NATIONAL LEAGUE
29.03.2018 - 12:030
Aggiornamento : 16:07

«A Lugano otto anni bellissimi, ma io tifo per mio figlio»

Régis Fuchs, padre di Jason, si è espresso in merito alla semifinale tra Bienne e Lugano: «In gara-2 vedremo un Lugano diverso»

BIENNE - Il Bienne ha "esagerato" nel primo atto delle semifinali, infliggendo al Lugano un secco 7-3. Quella guidata da Antti Törmänen si sta dunque confermando squadra rognosa, quadrata e cinica. Eliminarla dalla corsa al titolo sarà dunque un'impresa complicata. 

Tra le fila dei bernesi c'è anche l'ex Ambrì Jason Fuchs, autore martedì sera dell'importantissimo 2-2 e protagonista sin qui di un'ottima stagione. Ne abbiamo discusso con papà Régis, in riva al Ceresio per otto stagioni tra il 1998 e il 2006. In Ticino l'oggi 47enne ha vinto tre titoli, nel 1999, nel 2003 e nel 2006.

Régis, come commenti gara-1?
«Se analizziamo i 60’ il Bienne è stata la squadra migliore. Il Lugano non ha giocato al suo livello ed è per questo che i Seelanders dovranno fare attenzione. Penso che domani alla Resega sarà infatti tutta un’altra partita… Nei playoff ogni incontro è diverso».

Come si dimentica un 7-3?
«Perdere 7-3 o 1-0 è la stessa cosa. A contare a questo punto della stagione è come, a livello di emozioni, sai gestire una sconfitta del genere».

Il Lugano ha pagato per la prima volta in questi playoff le diverse assenze?
«Nei playoff serve l’apporto di tutti, questo è innegabile, ma assenze pesanti come quelle che ha il Lugano sono difficili da compensare. Tocca però ad altri giocatori prendere in mano la squadra, in certi casi reinventandosi anche il proprio ruolo».

E questo Bienne? Dove può arrivare?
«La mia speranza è che possano andare il più lontano possibile, ma attenzione che nell’hockey tutto può cambiare molto velocemente. Per me i risultati ottenuti sin qui non sono poi una sorpresa, ho visto quasi tutte le partite quest’anno e devo dire che il gruppo ha avuto una crescita esponenziale».

E poi c’è tuo figlio, uno di quei giocatori che a Bienne sta imparando molto…
«È per questo che ha deciso di cambiare squadra. Voleva un altro ruolo. Quest’anno sta dimostrando tante belle cose, nonostante ce ne siano tante altre ancora da migliorare...».  

Dove deve migliorare?

«In tutte le parti del gioco. Chiaramente lui non sarà mai un giocatore che fa del fisico il suo punto di forza. La tecnica e l’intensità però le ha ed è su questi punti che deve lavorare».

Otto anni a Lugano, ma Régis non ha dubbi su quale squadra fare il tifo...
«Sicuramente per mio figlio. La famiglia rimane la famiglia e i figli rimangono i figli. Nonostante io abbia passato otto anni molto belli a Lugano, io tifo per mio figlio...».

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Commenti
 
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sergejville 3 anni fa su tio
Grandissimo Régis! Per il futuro, così da evitare indecisioni per chi tifare, manda tuo figlio a giocare a Lugano. ;-)

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