L’Europa ai piedi di Robben e del Bayern

L’olandese dei bavaresi con un gol e un assist, oltre a un paio di occasioni sprecate, ha deciso la finale di Champions: 2-1 e Borussia Dortmund battuto nonostante una gran partita
L’olandese dei bavaresi con un gol e un assist, oltre a un paio di occasioni sprecate, ha deciso la finale di Champions: 2-1 e Borussia Dortmund battuto nonostante una gran partita
LONDRA (Inghilterra) - Sabato 25 maggio, Wembley Stadium, ore 20.45. Era la serata, era l’appuntamento che i veri appassionati di calcio non potevano non aver segnato sul loro calendario… quelli del Bayern Monaco e del Borussia Dortmund… figuriamoci. Sul manto verde di Londra si assegnava la Champions League 2013: la sfida che metteva di fronte le due super potenze tedesche che fin qui hanno dominato quest’edizione della massima competizione europea per club.
Nel primo tempo, chi si aspettava un predominio del Bayern è rimasto a bocca aperta: nei primi 25’ c’è stata una sola squadra in campo, quella guidata in panchina dal mago Klopp, ovvero il Borussia Dortmund. Se i vari Lewandowski, Blaszczykowski, Reus e Bender non sono riusciti a portare in vantaggio i gialloneri, il merito è tutto del portiere bavarese Neuer. È stato un bel primo tempo, giocato ad alto ritmo a cui è mancato solo il gol, anche perché negli ultimi 20’ anche il portiere del Dortmund, Weidenfeller, si è erto a protagonista con alcuni interventi importanti su Mandzukic e soprattutto su Robben che, in maniera quasi sciagurata, si è divorato almeno un paio di occasioni limpide.
Primo tempo bello e divertente? Il secondo ancora di più, visto che sono arrivati anche i gol. Il Bayern all’inizio ha preso in mano il gioco, trovando il vantaggio sull’asse Ribery-Robben-Madzukic (60’); il Dortmund però non si è fatto intimorire trovando il meritato pari al 68’ con Gündogan su rigore. Le emozioni non sono finite certo lì, visto il quasi gol di Müller, il gran tiro di Alaba e la gran parata di Weidenfeller sul missile di Schweinsteiger: molto più Bayern che all’89’ con Robben – proprio l’uomo che 12 mesi fa aveva sbagliato il rigore nel supplementare della finale giocata in casa contro il Chelsea – ha trovato il nuovo e definitivo vantaggio.
2-1: game, set e match. Vittoria nel finale, proprio quando fa più male, e coppa che ha preso la strada di Monaco. I pronostici della vigilia sono così stati rispettati, anche se il Bayern ha dovuto sudare molto e sicuramente più di quanto ci si aspettava. I bavaresi hanno giocato meglio nel secondo tempo, dopo aver rischiato nel primo, ma proprio sulla palla più “innocua” Robben ha inventato la magia – servito di tacco da Ribery – che ha portato il Bayern, a 12 anni dall’ultima volta e dopo le due finali perse in tre anni, sul tetto d’Europa.
BORUSSIA DORTMUND – BAYERN MONACO 1-2 (0-0)
Reti: 60’ Mandzukic 0-1; 68’ Gündogan (r) 1-1; 89’ Robben 1-2.








