"Fusioni, ACB e imprenditori, il futuro del Locarno lo saprete a giugno"

Stefano Gilardi ha parlato del futuro della sua società: "La serie non farà differenza ma tutto dipenderà dal budget"
Stefano Gilardi ha parlato del futuro della sua società: "La serie non farà differenza ma tutto dipenderà dal budget"
LOCARNO – Bellinzona ma non solo. Praticamente tutte le ticinesi del pallone sono infatti costrette a fare i conti con un futuro nebuloso. Chi sul piano tecnico, chi su quello societario, ognuna delle nostre quattro sarà costretta a una fine di primavera caldissima.
Molti dubbi li stanno vivendo a Locarno, dove, nonostante una classifica chiarissima, non sanno ancora con certezza a quale a campionato parteciperanno nel prossimo anno. e neppure con che budget. È di qualche settimana fa l’apertura dei Gilardi ad altri imprenditori intenzionati a prendere in mano le redini societarie.
“Ma nessuno si è fatto avanti – ha precisato Stefano, il presidente delle bianche casacche – aspetteremo ancora qualche giorno e poi decideremo il da farsi. Abbiamo chiesto aiuto agli imprenditori locarnesi. Tra poco allargheremo a tutti i ticinesi, sopracenerini e sottocenerini. Vedremo cosa succederà. Nessuna soluzione è da escludere”.
Il 3 giugno, quando la SFL si pronuncerà sulle licenze, si saprà se il Bellinzona avrà il diritto di giocare in Challenge League o se invece dovrà ripartire dalla Prima Lega. A quel punto il futuro del Locarno potrebbe essere un po’ più chiaro.
“Quel giorno ci sarà qualche certezza in più e potremo decidere come muoverci”.
Eppure l’affaire ABC potrebbe continuare per tutto il prossimo mese. Se la Swiss Football League dovesse concedere la licenza ma poi un tribunale civile dovesse bocciare i granata…
“La confusione è tanta ma, credetemi, alla fine per noi cambierà poco. Abbiamo studiato delle varie alternative e, in base a cosa verrà scelto, ci comporteremo”.
Non deve essere facile programmare una stagione, la prossima, quando ancora non si ha la certezza del livello che si dovrà affrontare.
“Siamo vaccinati alla mancanza di certezze. Però non demordiamo. In ogni caso ripartiremo dalla nostra linea societaria, sempre chiara, e da una squadra legata al territorio e alla formazione dei giovani”.
Dopo Ponte, ormai un ex a Lugano e Bordoli, il cui futuro a Chiasso non è certo, è il turno del Locarno. I soliti bene informati raccontano di un Maccoppi pronto a lasciare le bianche casacche. Certo è che molto dipenderà dalla serie che si dovrà affrontare.
“Con i miei dipendenti ho sempre avuto un ottimo rapporto. Lo stesso vale con Stefano: al momento non abbiamo ancora parlato di futuro. A fine campionato ci incontreremo e decideremo insieme cosa fare”.







