"Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta, troppi... si può dire leccaculo?"

Cassano spara a zero sul pallone: "Ai miei figli dico che la cosa più importante è non praticare questo sport"
MILANO (Italia) – Uno dei più grandi talenti del calcio europeo degli ultimi 20 anni è stato anche uno dei giocatori – forse è meglio dire degli uomini – più controversi del pallone. Chi? Antonio Cassano. Il fenomeno di Bari Vecchia – proprio oggi infortunatosi a una mano - ha classe cristallina, numeri da fenomeno e… testa ballerina. Fosse stato un professionista fino in fondo, un Del Piero, un Giggs, un Casillas, avrebbe probabilmente avuto una carriera stellare. E invece è stato “solo” fantastico a tratti.
Intervistato da Marco Tardelli nel programma di Italia 1 “Confessione Reporter”' (in onda giovedì sera), Cassano ha raccontato i passaggi salienti della sua avventura pallonara: "È stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore – ha sottolineato il barese – ho sempre pensato – sbagliando - che la sola qualità mi avrebbe fatto andare avanti. Ho fatto più casini della grandine. Il 99% delle volte ho sbagliato io, però gli altri mi mettevano nelle condizioni di sbagliare. Passavo dalla ragione al torto in un attimo. Ho fatto il 50% di quello che potevo, ho sempre avuto un modo di allenarmi non professionale".
Oltre al calcio, Fantantonio ha parlato anche della sua vita privata: "Mia madre è stata il mio punto di riferimento. Ora però ci sono anche mia moglie e i miei figli. Mia moglie era più matta di me, faceva tre allenamenti al giorno e guadagnava 200 euro. A un certo punto le ho detto: 'Il pane a casa lo porto io, tu pensa a fare la moglie di Antonio. Il futuro? Ai miei figli dico che la cosa più importante è non fare calcio. Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta, troppi... si può dire leccaculo?".



