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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
22.01.2020 - 07:000
Aggiornamento : 15:22

Milioni (fino a 200), tangenti e stimmate: tutti pazzi per Haland, il gigante-bambino

I tre gol in 23' del debutto con il Borussia Dortmund hanno solo confermato le qualità di un "generational talent". Arno Rossini: «Ha tutto e può ancora migliorare. Favre ha detto che è pazzesco»

DORTMUND (Germania) - Erling Braut Haland. Segnatevi questo nome. C'è il rischio che, nei prossimi dieci anni, lo sentiate molto, molto spesso. Chi assapora il calcio solo distrattamente è di certo rimasto sorpreso dall'exploit di questo ragazzo, capace di siglare tre reti nei suoi primi 23' di Bundesliga. Quelli che, invece, il pallone lo masticano almeno un po', del gigante norvegese avevano già sentito parlare da qualche mese. Da quando aveva cominciato a fare meraviglie nel campionato austriaco - non una lega top, ok - ma anche e soprattutto in Champions League e con le selezioni giovanili della sua nazionale.

Più gol che presenze nella Bundesliga austriaca, più gol che presenze in Europa... il figlio dell'ex difensore Alf-Inge (tanta Inghilterra tra Nottingham Forest, Leeds e Manchester City) è da subito parso un predestinato. Ma a fine dicembre è finito al Borussia Dortmund e non in un top club. E per "soli" 20'000'000 di euro.

«Quell'operazione è stata molto strana - ha sottolineato Arno Rossini - non ci hanno raccontato tutto. Quella valutazione per un giocatore del genere non ha senso. Nonostante abbia appena 19 anni, l'attaccante vale infatti molto di più. Probabilmente ha pesato il compenso assicurato al padre dal club giallonero».

Una tangente, insomma, seppur legale nel calcio moderno.
«Evidentemente Haland Senior aveva già un accordo con la società tedesca. Lo ha rispettato e così ha intascato una bella commissione. E il figlio ha cambiato casacca per una cifra relativamente modesta. E poi non dimenticate che l'agente del ragazzo è Mino Raiola...».

Dubbi sul trasferimento a parte, a Dortmund il norvegese troverà l'ambiente giusto per crescere ancora. Una società ambiziosa ma che può concedergli molti minuti, un campionato competitivo...
«Sì, dopo l'Austria, è lo step giusto in una carriera che io vedo grandissima. Questo è un campione vero: se non avrà problemi, nei prossimi dieci anni potrebbe consacrarsi come uno degli attaccanti più forti al mondo».

Per la fortuna sua e del Borussia.
«Favre ha detto che è pazzesco, dovrebbe bastare questo - la valutazione di un allenatore che ha allenato e visto campionissimi - per far capire quali siano le qualità di Haland. Con lui (e con Sancho lì accanto), i gialloneri hanno aumentato esponenzialmente la loro pericolosità offensiva. Ora che hanno una punta alta e capace di segnare tanto possono davvero ambire a grandi traguardi. Sono da quarti-semifinali in Champions League».

Ed Erling Braut è solo agli inizi.
«È un Ibrahimovic forse un po' meno tecnico ma che vede magnificamente la porta. Anzi, è probabilmente già meglio di quanto non fosse Zlatan - molto bravo con i piedi ma non certo un finalizzatore - alla stessa età. E ha ancora ampi margini di miglioramento. Fisici e tecnici. Credo che nelle prossime stagioni aumenterà ancora di qualche chilogrammo la propria massa muscolare. Visto che l'istinto del gol è già eccelso, diventerà ancora più devastante».

Certi giocatori... basta una partita per capire che hanno le stimmate del campione.
«Questo... ha tutto: forza, coordinazione, fame e carattere. E poi segna. Appena riceve palla, alza la testa e guarda dov'è la porta. Certe cose non si possono insegnare e, se le hai, puoi fare la differenza».

Si torna al passaggio dal Red Bull Salisburgo al Borussia. 20'000'000 di euro?
«Il Borussia è una buona società, ma sarà solo una tappa di passaggio nella carriera di Haland. Credo che tra due-tre stagioni, nelle quali le sue qualità e caratteristiche saranno sfruttate al massimo, il norvegese saluterà tutti per accasarsi in uno dei migliori club al mondo. Il Manchester City, il Liverpool, il Barcellona, il Real Madrid, la Juve... qualcuno di questi pagherà tantissimo per assicurarsi un attaccante di razza».

Investimento decuplicato?
«200'000'000 di euro? Solo per la vendita. E nel frattempo i tedeschi avranno monetizzato la presenza in rosa del loro campione».

Il marketing?
«Esatto. La vendita delle magliette, per esempio. Vedrete, nei prossimi mesi, la casacca di Haland l'acquisteranno tutti da quelle parti, pure gli addetti alla sicurezza. Poi arriverà la cessione e, con i soldi incassati, nel Westfalenstadion (ora Signal Iduna Park, ndr) faranno un'altra curva. Il muro giallonero diventerà ancora più grande».

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keystone-sda.ch / STR (TIMM SCHAMBERGER)
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