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SERIE A
28.12.2019 - 18:550
Aggiornamento : 20:27

«Era il 13 luglio e piansi», Dzemaili "stringe" il leone Mihajlovic

Il centrocampista rossocrociato ha parlato della malattia del suo allenatore

BOLOGNA (Italia) – Per Blerim Dzemaili questa non è una stagione come le altre. Eppure lui, 33enne, di esperienza sui campi da calcio ne ha maturata parecchia. Alla guida di un Bologna ambizioso, il centrocampista rossocrociato sta però vivendo un campionato “emozionante”, profondamente segnato dalla malattia del suo allenatore. Dalla scorsa estate Sinisa Mihajlovic sta infatti lottando contro la leucemia, che l'ha frenato e fiaccato nel fisico, ma non ha certo placato il suo spirito. Il 50enne tecnico serbo sta lottando su due fronti, dividendosi tra l'ospedale e l'amato campo da calcio.

«Nel pranzo di fine stagione, reduci dalla salvezza conquistata, l'ho salutato pensando di non vederlo più, credendo che sarebbe andato in un altro club – ha ammesso proprio Dzemaili – invece a luglio era con noi. Scherzava, ci allenava in vista del ritiro. Poi, nella data stabilita, noi partiamo e lui non c'è. “Ha la febbre”, ci dicono. Il secondo giorno uguale. Al terzo l’ufficio stampa ci avvisa che il mister avrebbe voluto parlarci. Noi non sapevamo nulla. Quella telefonata via skype ci rimarrà nella mente tutta la vita. Era il 13 luglio e piansi. Sa cosa dicevamo fra noi giocatori prima di quella botta? Che con lui avremmo mangiato il mondo. Ma ci arriveremo».

Durante la malattia, Mihajlovic è riuscito a stare vicino alla squadra, presentandosi pure in panchina. «Apro internet e leggo “Stasera Sinisa sarà in panchina”. Non ci credo. Poi al momento della riunione tecnica il monitor per skype è spento. “Ciao ragazzi, sono qui, ve lo avevo promesso. Non abbracciatemi però”. Reazioni? S’è visto di tutto. Anche se non stava bene era lì: questo è lui».

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