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L'OSPITE – ARNO ROSSINI
20.11.2019 - 11:010
Aggiornamento : 19:59

«Vlado da incatenare e da portare a Muri»

La Svizzera andrà all'Europeo senza il suo selezionatore, tentato dal Napoli? «Il suo eventuale rinnovo è anche una scelta politica»

NAPOLI (Italia) – La sosta per le Nazionali, impegnate nelle ultime gare di qualificazione all'Europeo, ha avuto due effetti a Napoli. Ha fatto un po' abbassare la pressione dopo l'ammutinamento di inizio novembre e le polemiche a esso seguite e - soprattutto - ha fatto nascere il rumor, suggestivo, di una chiamata a Vladimir Petkovic. Riuscito ad assicurare, nel frattempo, la qualificazione a Euro2020 alla Svizzera, come anticipato da Tuttosport il selezionatore sembra infatti finito nel mirino di Aurelio De Laurentiis, che l'avrebbe scelto come sostituto di Carlo Ancelotti. Non per giugno, non per la nuova stagione. Carletto rischia grosso adesso. In caso di sconfitta sabato a Milano contro il "suo" Milan, un esonero diverrebbe molto probabile. Come anche la telefonata a Vlado, che però è ancora sotto contratto con l'ASF...

«Oltre a garantire la qualificazione, le vittorie contro Georgia e Gibilterra hanno fatto scattare il rinnovo automatico del contratto di Petkovic – ha specificato Arno Rossini - Ora è legato alla Nazionale fino all'estate, fino al termine della manifestazione continentale».

La domanda è semplice: Vlado può essere disposto a sacrificare l'Europeo per un'avventura a Napoli?
«Dipende. Sono molti i fattori da prendere in considerazione. Primo tra tutti: deve capire se dopo sei anni di Svizzera ha ancora la voglia di continuare, anzi di ricominciare, o se preferisce spostarsi in un club. Dove il lavoro è completamente diverso. Deve capire se gli va bene continuare a dividersi principalmente tra video, scrivania e telefono o se invece preferisce tornare a muoversi sul campo. Nel calcio nulla è certo».

Perchè ricominciare?
«Perchè il nuovo ciclo rossocrociato, con l'innesto di molti giovani, è già praticamente partito. La prossima Nazionale dovrà – appunto - ricominciare, con un gruppo almeno parzialmente nuovo».

Sempre che un rinnovo di contratto sia in programma anche da parte della Federazione.
«Anche questo andrà valutato».

Ma Petkovic, risultati alla mano, merita un contratto post-Europeo?
«L'ho già detto e lo ripeto con ancora maggior convinzione: secondo me Vlado è uno dei primi cinque-sei allenatori in Europa in quanto a capacità di gestione di un gruppo. È flessibile e lo ha dimostrato provando la difesa a tre e mutando l'impostazione del centrocampo ed è bravissimo nella lettura delle partite. Negli anni è poi riuscito a inserire i giovani senza che questi si bruciassero e senza togliere equilibrio al gruppo. Il tutto continuando a garantire risultati ad alto livello».

La ASF dovrebbe quindi proporgli un accordo?
«E anche in fretta. Ora, non in estate. Fossi in uno dei dirigenti che decidono, andrei a Gordola, lo incatenerei e lo porterei a Muri a firmare. Chi potrebbe fare meglio? Chi potrebbe garantire numeri e armonia nello spogliatoio? Avete mai sentito un giocatore parlar male del selezionatore?».

Valon Behrami, per esempio.
«Ma in quell'occasione c'era la fine di un'avventura di mezzo. E nonostante tutto, nonostante l'amarezza, Valon ha riconosciuto l'abilità tecnica di Petkovic. Parliamoci chiaro, la Svizzera non è una big del calcio mondiale, eppure con Vlado non ha mancato un grande appuntamento ed è rimasta stabilmente nelle prime dieci-quindici posizioni del ranking, vorrà pur dire qualcosa».

Inutile nascondere la testa sotto la sabbia: in Federazione c'è anche chi non ama il mister.
«Questo è chiaro, è lampante. Anche una certa parte di stampa non perde occasione per criticarlo. Se quindi dal lato sportivo una conferma non dovrebbe essere in dubbio, da quello politico tutto è aperto. I numeri, quelli fatti dalla squadra in questi anni, dovrebbero comunque essere l'elemento più pesante».

A proposito di peso. Oltre alla voglia di cambiare, Vlado potrebbe accettare Napoli – se gli fosse proposto – anche per lo stipendio. Quelli garantiti dai club sono solitamente più “ricchi”.
«Se una società importante vuole ingaggiarti, quanto può offrirti è impareggiabile. La Federazione però, ne sono certo, può fare offerte interessanti. In fondo, guardando ai risultati e alla visibilità ottenuta, di sponsor che si sono avvicinati alla Nazionale ce ne sono stati parecchi. E questi pagano...».

Il Napoli è una società importante?
«Prestigiosissima. Un top club italiano, che non correrà per vincere lo scudetto ma che può tranquillamente qualificarsi con continuità per la Champions League. È una realtà di primo livello, che dà molta visibilità e che rappresenta una città carica di passione».

Sarebbe impossibile rifiutarlo?
«Sarebbe molto difficile, mettiamola così, e potrebbe anche valere la rinuncia all'Europeo. Questo però se l'idea è quella di cambiare lavoro. Di smettere di fare il selezionatore».

Un'ultima cosa: Petkovic potrebbe considerare la chiamata di De Laurentiis l'ultima grande occasione per tornare nel giro che conta con i club?
«No, assolutamente. Con il suo curriculum, Vlado avrà sempre qualcuno pronto a offrirgli una panchina».

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