Keystone/foto d'archivio
PREMIER LEAGUE
10.11.2019 - 15:290
Aggiornamento : 22:35

«È stato molto doloroso e frustrante»

Critiche e insulti: Granit Xhaka - ormai ex capitano dei Gunners - è tornato a parlare dopo le polemiche con una parte dei tifosi dell'Arsenal

LONDRA (GBR) - In casa Arsenal continua a far discutere la vicenda Granit Xhaka, con il centrocampista rossocrociato - ormai ex capitano dei Gunners - che è tornato a parlare (per la prima volta) dopo i fatti del 27 ottobre nel match contro il Crystal Palace.

«Quando il mio numero è apparso sulla lavagna del quarto uomo i fischi dei tifosi, che hanno iniziato a festeggiare, mi hanno davvero turbato - spiega Xhaka in una lunga intervista concessa al "SonntagsBlick" - È stato molto doloroso e frustrante. Non riesco proprio a capire una reazione del genere e ancora adesso non mi spiego la veemenza e l’ostilità con le quali sono stato attaccato».

Dopo la sua reazione, Xhaka è stato pesantemente attaccato anche sui social, dove si è andati ben oltre augurando la morte di sua moglie e di sua figlia. In molti, considerando il clima di tensione, hanno parlato di un suo addio ai Gunners. «Alcuni compagni sono venuti a trovarmi dopo la partita con il Crystal Palace. È stato bello e mi hanno ridato morale, invitandomi a non lasciarmi andare. Futuro? Ciò che è accaduto non mi ha fatto cambiare idea circa il mio ruolo all’Arsenal: mi allenerò ancora di più e dimostrerò di essere un elemento importante del club».

Poi una precisazione sulle critiche. «I tifosi sono una parte fondamentale dello sport e della vita di un calciatore, non voglio dire che non posso accettare le critiche. Se giochiamo male, siamo chiamati ad ascoltare i tifosi e migliorare il nostro lavoro. Insultare e fischiare il capitano della tua squadra tuttavia non fa altro che creare un brutto clima e malumore. Credo che in questo modo si indebolisca il gruppo».

Xhaka volge infine lo sguardo agli impegni con la Nazionale (venerdì contro la Georgia, lunedì contro Gibilterra). «Non lo nego, per me arrivano in un buon momento... Amo giocare per il mio Paese e sarò felice di essere in campo. Sappiamo che con due vittorie otterremmo la qualificazione all'Europeo, ma nessun match è scontato».

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