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L'OSPITE – ARNO ROSSINI
23.10.2019 - 07:000
Aggiornamento : 18:46

Le c***ate di Evra e le palle di Xhaka: «Un non top player, per ora»

Il centrocampista svizzero trascina, con carattere, un Arsenal balbettante. Arno Rossini: «Ha questa stagione e la prossima per fare il "click". Può e deve segnare 10-15 gol»

LONDRA (GBR) – L'Arsenal perde, deludendo, contro lo Sheffield United, esce dalla top-4 della classifica di Premier League e... viene sommerso di critiche. Nulla di nuovo per i londinesi, da sempre abituati a illudere e poi a deludere i loro sostenitori. La “norma” non ha in ogni caso frenato il mai banale e sempre ruvido Patrice Evra: il francese ex Manchester United ha ricordato come, già ai suoi tempi, considerava i Gunners dei ragazzetti inesperti. «Li chiamavo “i miei ragazzini” dieci anni fa e la sensazione era la stessa di ora: quando ci giocavo contro sapevo che avremmo vinto – ha raccontato il 38enne a Sky Sports - Quando Van Persie arrivò allo United gli dissi: “benvenuto in una squadra di uomini”».

Tale uscita è stata censurata da Granit Xhaka il quale, da buon capitano, ha preso le difese dei suoi. «Ho molto rispetto per Evra perché era un grande giocatore – ha graffiato il rossocrociato - ma deve stare attento a quello che dice. Conosce queste situazioni, ma non è l’unico ad averle vissute. Molte persone parlano e dicono un sacco di c***ate».

«Granit ha fatto benissimo a rispondere per le rime all'ex giocatore francese – ha sottolineato Arno Rossini – ha la fascia al braccio e, in queste situazioni, deve metterci la faccia. E poi, diciamolo, Evra avrebbe dovuto usare un po' più di tatto. Non so se ha il dente avvelenato o c'è altro. Forse sarebbe semplicemente dovuto rimanere in silenzio».

Eppure qualcosa di vero, nelle parole dell'ex terzino, c'è: i Gunners non sono vecchissimi e non hanno una bacheca piena.
«L'età media della squadra è la settima del campionato ma, per esempio, Chelsea e United sono più giovani. Con Emery, arrivato l'anno passato dopo il lungo regno di Wenger, stanno un po' provando a cambiare filosofia di gioco. Ma serve tempo per arrivare ai risultati. E poi, insomma, la Premier dà poche certezze, almeno all'inizio. Ci sono crolli e rinascite, tra dieci giornate tutto potrebbe essere diverso».

Però la bacheca...
«È vero, è storicamente poco ricca. Soprattutto tenendo conto degli investimenti fatti dal club. Evidentemente qualcosa manca a livello di organizzazione, si vede che non riescono a trasmettere la mentalità vincente. Altrimenti non si spiegherebbero così pochi successi in tanti anni di mercati ricchi. Attenzione però, questo discorso deve essere rivisto per le ultimissime stagioni: la spese sostenute dalla società per la costruzione del nuovo stadio hanno di certo influito in sede di trattative».

Xhaka è quindi il capitano di un vascello competitivo ma non troppo? È per questo che non è amatissimo dai tifosi?
«Non è amatissimo perchè i fan si aspettano molto, molto, di più da lui. Ha mezzi importanti ma per il momento non li ha usati fino in fondo. Per esempio, ha un rendimento costante, ma non ad altissimo livello. Fa dieci prestazioni buone - ma non grandiose - e quattro mediocri. Senza scintilla. E non va bene. E poi, per chiudere, uno con il suo tiro dovrebbe segnare tanto. 10-15 gol a campionato. E non li fa».

È quindi sopravvalutato?
«No, semplicemente non è ancora arrivato a quel livello che tutti si aspettano. E per il quale l'Arsenal ha investito tanto».

Ha raggiunto l'età della maturità.
«Per questo penso che questa stagione e la prossima saranno decisive per lui, per la sua carriera. Ha carattere e carisma fuori dal campo, deve mostrarli anche nel rettangolo verde».

O non sfonderà?
«Non è un top player, non ancora almeno. Se nei prossimi mesi farà il classico click allora potrà diventarlo, altrimenti dovrà accontentarsi di essere un buon giocatore. Uno di quelli che non fanno la storia».

In Premier League i capitani fanno sempre la storia.
«Esatto. Per questo credo che, se non crescerà, difficilmente rimarrà a lungo all'Arsenal».

keystone-sda.ch/ (PETER POWELL)
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