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L'OSPITE – ARNO ROSSINI
11.09.2019 - 07:000
Aggiornamento : 22:29

Nel calcio il CV non gioca; «Senderos? Il passato è passato, verdetto sospeso»

L'ingaggio del 34enne difensore da parte del Chiasso ha lasciato qualche dubbio. Arno Rossini: «Possibile che non sia riuscito a trovare una squadra di categoria superiore in Svizzera o in Europa?»

CHIASSO – Philippe Senderos? Semplicemente uno dei migliori difensori europei di inizio millennio. Prelevato a 18 anni dal Servette su espressa richiesta di Arsène Wenger, all'Arsenal il rossocrociato ha vissuto stagioni esaltanti. Anni di lotte in Premier e match in Champions League. Poi – troppo presto – frenato dagli infortuni, ha visto la sua stella tramontare. Ha assaggiato ancora, nell'ordine, Milan, (di nuovo) Arsenal, Everton, Fulham, Valencia, Aston Villa, GC, Glasgow Rangers e, in MLS, Houston Dynamo. Ma nulla è più stato come l'abbagliante partenza.

Lettone velocemente il curriculum, ci si chiede cosa faccia adesso il 34enne a Chiasso. Che non abbia firmato per i momò solo per stare in Svizzera, rifiutando le offerte dal Medio Oriente, lo ha chiarito lui stesso, ma quanto potrà dare alla causa rossoblù? Lui, ex grandissimo che da tempo non riesce però a lasciare il segno...

«La domanda che mi viene in mente è: “Possibile, se è ancora competitivo, che non sia riuscito a trovare una squadra di categoria superiore in Svizzera o in Europa?” - ha graffiato Arno Rossini – Il passato di Philippe non si discute. Il suo presente mi lascia però perplesso».

Poter contare su un giocatore del genere è comunque, per una squadra come il Chiasso, un enorme privilegio.
«Dipende. Non discuto la serietà e la professionalità del calciatore, però il passato è passato. Nel calcio contano il presente e il futuro. Quindi, mi chiedo, quanto può dare Senderos oggi?».

Ha esperienza da vendere ed è molto forte a livello fisico. Di testa, poi, può fare la differenza.
«Tutto vero. In quanto a esperienza e carisma è sicuramente un gran colpo. Le sue qualità sul gioco aereo non sono in discussione, né quelle che gli permettono di occupare con intelligenza gli spazi nell'area. Nel caso di partite sofferte o nelle quali è necessario difendere un risultato, Philippe è sicuramente un ottimo acquisto».

C'è un “ma”.
«Più di uno. Perché faccia la differenza, anche in Challenge League, deve stare bene. Ed è fisicamente a posto? In carriera ha avuto diversi infortuni e, in più, nelle ultime stagioni, non ha mai giocato tante partite. Questo è un punto a suo sfavore. Poi si deve tenere conto che la sua struttura fisica è un vantaggio ma anche un limite. Per essere efficace deve essere al meglio. E sapete quanto ci mette un ragazzo di quella mole a entrare in forma?».

Scattante non lo è mai stato.
«E mai lo sarà. Nel caso in cui si trovasse a confrontarsi con avversari più agili sarebbe in enorme difficoltà. Ma questo è normale. Io non penso ai suoi limiti storici, ma a quanto può impiegare per tornare a essere il bel giocatore che è stato. Non veloce ma almeno brillante a livello fisico e importante a livello tattico».

A Chiasso di tempo non ne hanno.
«Esatto. Altro “problema” relativo al suo ingaggio riguarda la sua presenza in campo. Deve giocare. Ma così facendo leva spazio a Lurati e Martignoni, ragazzi che sicuramente non hanno un passato come il suo ma che sono futuribili. Ma se non giocano non possono crescere...».

Quindi Bignotti&Co. hanno scommesso che ci metterà meno tempo a tornare in forma Senderos piuttosto che a diventare un fattore Lurati.
«Può essere una chiave di lettura. Però questo non significa guardare al futuro».

L'operazione può essere stata chiusa anche strizzando l'occhio all'aspetto mediatico?
«Per fare accendere i riflettori sul Chiasso? C'è anche questa possibilità. Non è sbagliato, in fondo con la visibilità arrivano anche le opportunità. Perché la scelta si riveli giusta, l'aspetto mediatico deve però andare di pari passo con quello sportivo. Ai momò servono giocatori veri, in grado di dare qualcosa alla squadra. Altrimenti la firma è controproducente».

Philippe Senderos al Chiasso è una scelta vincente?
«Diciamo che per il momento il verdetto è sospeso. Aspettiamo di vedere che dirà il campo».

Keystone (foto d'archivio)
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