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SUPER LEAGUE
23.08.2019 - 16:260
Aggiornamento : 17:59

«Così il campionato non mi piace»

Fabio Celestini ha lanciato la sfida al San Gallo e aperto alla possibile riforma della Lega: «Non si può arrivare a poche giornate dalla fine e non sapere se si andrà in Europa o se si retrocederà»

LUGANO - Dopo la parentesi di Coppa col comodo successo sul modesto Concordia Basilea, il Lugano si rituffa nel campionato e si prepara alla trasferta di San Gallo. A secco di gol da tre giornate, nella quali è arrivato un sol punto frutto del pari interno contro il Thun, i bianconeri devono ritrovare concretezza e cattiveria sotto porta. Lo sa bene mister Celestini, che sprona i suoi in conferenza stampa.

«Siamo consapevoli dei nostri mezzi, ma sappiamo anche che negli ultimi 20 metri, sia offensivi che difensivi, dobbiamo fare qualcosa in più - esordisce il mister, che per la sfida del Kybunpark dovrà fare a meno di Bottani, Maric e Covilo - La squadra sta bene e la vedo viva, ma vogliamo continuare a crescere sia a livello individuale che collettivo. Vedo grande entusiasmo, con giocatori concentrati che hanno voglia di fare bene: stiamo insistendo su determinati aspetti per andare più lontano ed essere più concreti».

In fase offensiva state cercando nuove soluzioni?
«No, quelle ci sono. Non bisogna confondere il non creare occasioni da gol, dallo sbagliare occasioni da gol… Noi cerchiamo sempre di crearle e in alcune sfide, come contro Thun e Sion, l’abbiamo sicuramente fatto. Ci sono state grosse opportunità ma non è arrivata la rete. In questi casi bisogna mantenere la fiducia. Holender, Junior, Gerndt e Aratore sono giocatori che hanno sempre fatto i loro gol. Non bisogna fare drammi, ma metterci la giusta cattiveria perché effettivamente ci è mancato qualcosa. Arriviamo a 5 metri dalla porta, e da lì si deve segnare. Contro Sion e Thun non abbiamo fatto risultato: ora dobbiamo recuperare i punti persi».

Degli attaccanti a tua disposizione c’è qualcuno che ti dà più garanzie? 
«Tutti sanno fare gol… lo vedo in allenamento. Il calcio però è così: a volte la palla entra ad ogni tiro, altre no. Io lavoro sulla fiducia degli attaccanti, per non farli entrare in una psicosi e dire “non si fa gol”. Gerndt, Holender, Junior e pure gli altri: abbiamo giocatori per farne e sono sicuro che non hanno dimenticato come si fa. Non è un problema di sistema di gioco, ma serve un po’ più di tranquillità e serenità. Junior? La sua è una situazione un po’ strana, magari gli manca quel mezzo centimetro per buttarla dentro. Il mio lavoro è quello di dare loro la giusta tranquillità».

Il San Gallo è una squadra che spinge e pressa.
«Normalmente affronta le partite sempre nello stesso modo. Noi tante volte cambiamo giocatori e sistema, l'idea comunque è sempre quella di giocare. Le squadre di Peter Zeidler pressano sempre molto alto; mi aspetto che succeda anche domenica perché l'identità è quella. Con la difesa molto alta, con i piedi sulla linea di centrocampo... quando l'ho affrontato, Zeidler mi ha sempre proposto una partita da "o tu o me". Ci aspettiamo quindi di essere messi sotto pressione. Mi aspetto un match simile al primo tempo contro il Thun».

Questo Lugano non punge in attacco ma in difesa...
«Davanti fatichiamo a metterla dentro, non a creare delle occasioni. Per questo questa settimana si è lavorato un po' nello stesso modo di sempre, cercando però di capire che negli ultimi 20 metri dobbiamo dare qualcosa in più. La difesa poi, non è solo una questione di... difesa. Dietro stiamo reggendo a 5 e a 4, sia se siamo poco o molto offensivi e questo perché gli attaccanti lavorano. Non "perdiamo" più i giocatori come è capitato. Siamo diventati una squadra moderna e vera. Dobbiamo cercare di evitare gli errori individuali ma in fondo stiamo seguendo il nostro percorso».

Che porterà?
«Quando sei in campo e hai la palla ti senti calciatore ed è un'altra cosa rispetto al correre senza palla, che io considero atletismo. In quel caso ti sacrifichi e lavori. Quando invece hai la palla ti diverti. Il rischio è che, così, hai tanta fiducia ma ti dimentichi poi che devi andare a vincere. Noi dobbiamo essere bravi a capire che siamo in un momento buono ma dobbiamo fare risultato. Subito. Non dobbiamo aspettare che arrivino i periodi delicati per far scattare la molla».

In settimana si è parlato della possibile riforma della Super League.
«Tutto quel posso dire è che l'attuale formato del campionato non mi piace. Soprattutto perché c'è lo spareggio con la seconda di Challenge League che ha tolto certezze. Non si può arrivare a poche giornate dalla fine e non sapere se si andrà in Europa o se si retrocederà. Ci sono in ballo milioni, non si può giocare con questo. In Svizzera dodici squadre per la Serie A ci sono, perché GC e Losanna valgono questa categoria. L'eventuale riforma sarà un bene? Non so, vediamo. Importante è però cambiare il sistema attuale».

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Zarco 7 mesi fa su tio
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