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19.07.2019 - 15:570
Aggiornamento : 20.07.2019 - 11:38

«Mi diverte allenare questo Lugano: ho un quadro e tanti pennelli per dipingere»

Scatta la Super League: domenica il Lugano di Celestini è atteso a Zurigo: «Siamo pronti per la nuova stagione. Aspettative? Vogliamo fare bene in tre competizioni e vivere un campionato "tranquillo"»

LUGANO - Il Lugano di Celestini riparte dal Letzigrund. Reduci da un campionato emozionante chiuso al terzo posto, sinonimo di qualificazione diretta ai gironi di Europa League, i bianconeri affrontano domenica lo Zurigo nel primo atteso turno del nuova stagione di Super League (16.00). Mercato, amichevoli e intense fasi di preparazione hanno tenuto banco sin qui... ora spazio ai match ufficiali.

«In queste settimane ho sempre parlato solo di campo senza badare troppo al resto, siamo pronti per la nuova stagione - esordisce il mister Fabio Celestini, che domenica a Zurigo dovrà sicuramente fare a meno di Yao, Crnigoj, Junior e Macek - Ci sono ancora alcuni aspetti sui quali lavorare, ma siamo pronti per iniziare. Il primo anno per un allenatore nuovo è sempre un po’ speciale. Ci sono diverse incognite. Nell’ultima settimana abbiamo lavorato bene, abbiamo analizzando nel dettaglio quello che sta già funzionando e ciò che ancora va affinato». 

Ci sono novità su Junior? In uscita...
«Nonostante la situazione d’incertezza Junior sorride. È consapevole del fatto che molto probabilmente andrà via, ma tutto lo staff tecnico lo fa sentire a suo agio. Non è una situazione facile, ma la sta vivendo comunque bene perché l’ambiente lo sta aiutando. Possibilità che rimanga? Se la società non riceverà una proposta soddisfacente chiaramente resterà. Il rapporto tra noi è eccezionale, quando al mattino ci vediamo ci abbracciamo». 

Tanti giocatori, tante soluzioni...
«Allenare questa squadra mi diverte, perché ho a disposizione tante soluzioni. Posso sbizzarrirmi un po’: ho un quadro e tanti pennelli per dipingerlo. In tanti possono e vogliono giocare: chi sta meglio gioca, devo arrangiarmi io a scegliere bene ed è stimolante. Se è la squadra più forte che abbia mai allenato? Sì, penso di si e ne sono contento. Come allenatore posso fare al meglio il mio lavoro». 

Hai ricevuto offerte da altre squadre?
«Sì. Vacillato? No, mai». 

Aspettative?
«Tutti ne abbiamo. La nostra è fare bene in tre competizioni ed essere il più tranquilli possibile in campionato. Il Servette ha fatto una buona squadra, il Thun come ogni anno, lo Xamax vedremo. Le altre hanno tutte un budget superiore al nostro. Lo scorso campionato abbiamo chiuso al terzo posto con il terzo budget più piccolo della Super League. Non sarà facile ripetersi perché le altre non stanno a guardare... ma sappiamo di poter fare bene. Abbiamo una squadra competitiva e sappiamo d'aver lavorato bene. Sui risultati però nessuno ha mai certezze». 

Salutato il ds Giovanni Manna - che ha iniziato una nuova affascinante sfida con la Juve - siete rimasti tu e Renzetti a gestire la situazione.
«È un motivo di preoccupazione, perché Giovanni era importante: faceva un po' da collante tra tutti noi. Ha lasciato un vuoto, ma stiamo lavorando. Ora ho un contatto molto più diretto col presidente ed è giusto così, ci tengo ad essere più vicino a lui e ripagarlo sempre col lavoro. Giovanni parlava tanto con i giocatori, ora lo deve fare qualcun'altro. Io stesso parlo molto di più con i ragazzi e questo nuovo ruolo mi piace tantissimo. Abbiamo ridefinito un po' tutti i ruoli. Padalino? Faceva il Team Manager, ora si "divide" un po' di più tra il presidente e la squadra». 

Inizio a Zurigo, poi Thun in casa prima del match con l'YB e quello interno col Sion. Dopodiché la "sosta" per fare spazio alla Coppa Svizzera. L'inizio del Lugano è insidioso.
«Di tabelle io non ne faccio, vorrebbe dire mancare di rispetto a qualcuno o averne troppo per altri. Invece sono convinto che possiamo andare a vincere anche in casa dell'YB. Ad ogni modo vogliamo stare bene e vedere la squadra fare di volta in volta sempre un passo avanti. È quello che ci può dare continuità. Spirito, mentalità, cattiveria agonistica e voglia di sacrificio faranno la differenza».

Come sta il portiere Baumann?
«Lo scorso campionato ha fatto sei mesi molto buoni, ora si deve confermare. Lo vedo sereno e molto tranquillo».

Sandi Lovric, arrivato dallo Sturm Graz, sembra un giocatore davvero importante.
«Fin dai primi allenamenti mi ha fatto vedere molte cose che mi fanno ben sperare. Nel suo ruolo non mi serve un mese per capire quello che può dare. È un giocatore con grande potenziale», conclude Fabio Celestini.

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