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L'OSPITE – ARNO ROSSINI
29.05.2019 - 08:420
Aggiornamento : 14:44

«Via il cappello davanti a Renzetti»

Arno Rossini ha applaudito il presidente del Lugano e parlato di mercato: «Giusto che Piccinocchi parta. Sabbatini, invece, deve assolutamente rimanere: va accontentato»

LUGANO - Ebbri di felicità per il grande risultato ottenuto, a Lugano non si sono potuti concedere troppi giorni di relax né troppe distrazioni. Con una stagione, la prossima, da preparare nei minimi dettagli e con il possibile e rumorosissimo cambio di proprietà alle porte, in casa bianconera si sono infatti immediatamente rimessi al lavoro. Il traguardo all'orizzonte - che sul ponte di comando ci sia Angelo Renzetti o Leonid Novoselskiy fa poca differenza - è importante: confermarsi tra le big del pallone rossocrociato. Divenire un punto fermo della Super League, campionato da aggredire con ambizione piuttosto che da affrontare con paura.

Ma un obiettivo del genere è possibile? Con un budget risibile rispetto a Young Boys e Basilea e minore anche di molte altre rivali, i ticinesi possono davvero ritagliarsi il loro spazio nella massima categoria?
«Serve pianificare tutto al meglio – ha sottolineato Arno Rossini – serve una programmazione intelligente e lungimirante. Se si fa, si può. Il progetto non è irrealizzabile, a Cornaredo lo hanno dimostrato negli ultimi anni...».

Con due qualificazioni ai gironi di Europa League...
«Prima di tutto si devono riconoscere e applaudire l'impegno, le qualità e le scelte di Angelo Renzetti, che da proprietario ha riportato in alto il Lugano. Con mezzi limitati ha garantito continuità e tranquillità al club. A una società che, non va dimenticato, ha sempre ricevuto la licenza in prima istanza. Davanti al presidente ci si deve levare il cappello».

La competitività del recentissimo passato arriva da lontano.
«Da, mi ripeto, una programmazione molto buona. Negli anni i bianconeri hanno lavorato benissimo, riuscendo a pescare molto spesso giocatori affidabili e caratterialmente pronti. Che si sono integrati e identificati subito nel gruppo. Se riusciranno a proseguire per la stessa strada, sfruttando anche il bonus che arriverà nei prossimi mesi dall'Europa League, penso che in futuro partiranno come una delle forze del campionato. Penso che potranno tranquillamente correre per un piazzamento tra il terzo e il sesto posto».

I primi due gradini del podio non sono a tiro?
«YB e Basilea sono al momento fuori portata».

Fine del calcio giocato, via al mercato. Le voci più insistenti, intorno al Lugano, riguardano Piccinocchi e Sabbatini. Il primo è in partenza, il secondo non è certo di rimanere.
«Credo che l'addio del centrocampista italiano sia giusto. Una nuova esperienza non potrà che fargli bene, non potrà che arricchirlo».

Sabbatini?
«È un giocatore da Super League. Fossi nella dirigenza, farei ogni sacrificio possibile per trattenerlo».

Ha 31 anni.
«Ma il capitano è il capitano. È un elemento imprescindibile della rosa. Una colonna. Stiamo parlando di un giocatore che ha dimostrato grandissima fedeltà, che negli anni non si è mai tirato indietro e che ha fatto il trascinatore dentro e fuori dal campo. Ha davanti a se l'ultimo grande contratto della carriera ed è giusto e comprensibile che provi a ottenere il massimo. Va accontentato».

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