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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
17.04.2019 - 07:010
Aggiornamento : 16:13

«Il Lugano sta viaggiando al 40% delle sue possibilità», ma Renzetti è tranquillissimo...

Tanta qualità - tra i bianconeri - non si sta traducendo in punti. Arno Rossini: «Celestini deve lavorare molto. Lui incensato? Probabilmente con il presidente ha un buon feeling»

LUGANO - L'ultimo Lugano è un enigma. Spesso gioca bene, crea tanto, ma vince poco, pochissimo. Imbriglia le big ma poi non le finisce. Domina le piccole e non riesce a piegarle. I numeri non bocciano l'operato dei bianconeri, comunque capaci di raccogliere 15 punti da febbraio in avanti, ma nemmeno lo promuovono. Perché se è vero che il Thun, terzo della classifica, è lontano appena cinque lunghezze, tanto distante è pure il combattivo Neuchâtel Xamax, nono.

«Il Lugano non sta facendo malissimo, è vero - è intervenuto Arno Rossini - ma sta sicuramente rendendo al di sotto delle aspettative».

Da tempo Renzetti ripete che questa è la squadra più forte mai avuta sotto la sua gestione.
«E sono d'accordissimo con lui. Una rosa tanto completa e un attacco tanto forte non li hanno in molti in Super League. Questo è di certo il miglior Lugano di Renzetti».

Ma i risultati e la classifica...
«Sono modesti. Inutile girarci attorno».

Si deve però riconoscere che, tolti YB e Basilea davanti e GC in coda, c'è grande equilibrio.
«È vero. Ma Sabbatini e compagni stanno raccogliendo meno di quanto potrebbero. Tenuto conto della qualità dei suoi attaccanti, il Lugano sta viaggiando al 40% delle sue possibilità».

Non può essere che i tanti mezzi passi falsi siano figli del caso? Di errori individuali non prevedibili...
«C'è anche questo, di sicuro. I rallentamenti sono però stati troppo frequenti per poter pensare esclusivamente agli episodi, alla sfortuna. C'è anche della colpa. Celestini deve lavorare molto».

Perché allora Renzetti non perde l'occasione per incensarlo?
«Probabilmente ha un buon feeling con lui, apprezza il modo in cui gestisce lo spogliatoio. C'è poi da considerare che un cambio di panchina, in stagione, c'è già stato e che tra qualche settimana si dovrà discutere la cessione del club. Tutto ciò, insieme, potrebbe aver tranquillizzato il presidente».

Cosa si può rimproverare al tecnico?
«Non sta facendo rendere al massimo i suoi attaccanti. E questo è strano per un mister che da sempre predilige la fase offensiva, impegnandosi poco per seguire quella difensiva».

Junior, Sadiku...
«Gerndt, Bottani, ma anche Sabbatini, con i suoi tempi e Covilo sulle palle ferme. Rispetto a quanto potrebbero, i bianconeri creano troppo poco. E concretizzano anche meno. Ed è un peccato: i punti persi per strada stanno diventando parecchi».

E il Neuchâtel non è lontanissimo.
«Non dico che avrebbe potuto fare una rimonta tipo quella di Tramezzani nel 2017, nella seconda parte di campionato il Lugano ha però sprecato tantissimo. E, appunto, lo Xamax non ha mollato. Per il momento è ancora a distanza di sicurezza; se però dovesse vincere un paio di partite tornerebbe a essere pericolosissimo».

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