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ARNO ROSSINI - L'OSPITE
13.03.2019 - 11:400
Aggiornamento 14:49

Zidane ha vinto e Perez si è calato le braghe: «No, si è tolto pure le mutande»

Per tornare a Madrid, il francese ha preteso pieni poteri, nessuna intromissione nello spogliatoio e una montagna di soldi da spendere. «Tiene il coltello dalla parte del manico... con due mani»

MADRID (Spagna) - La vacanza di Zinedine Zidane è durata solo qualche mese. Stanco dei rimbrotti della moglie e di viaggiare per l'Europa solo per veder partite, senza poter mettere becco su formazioni e tattiche, il francese ha accettato di buon grado di tornare a Madrid, in quella piazza, su quella panchina, abbandonata la passata primavera.

In molti hanno criticato la scelta dell'ex campionissimo, tirando in ballo le minestre riscaldate. Per lui predicavano ruoli prestigiosi in Premier o Serie A...

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La verità è tuttavia che, per la sua carriera e il suo portafogli, Zizou ha probabilmente fatto un colpo eccezionale. Dove altro avrebbe potuto trovare un ruolo prestigioso, pieni poteri e una montagna di soldi, per sé e per la squadra?

«Non ci sono dubbi: Zidane ha vinto», ha sottolineato Arno Rossini.

Eppure solo qualche mese fa se n'era andato, definendosi inadatto per la ricostruzione del Real.
«Ma da allora è cambiato tutto. Sono passati due allenatori che non hanno lasciato il segno, i risultati non sono arrivati, lo spogliatoio ha iniziato a essere rumoroso, qualche giocatore ha parlato di cessione...».

E così Perez è stato obbligato a richiamare l'ultimo vincente.
«Che ora tiene il coltello dalla parte del manico... con due mani».

La stampa iberica è convinta che, per rientrare alla Real Casa, Zizou abbia preteso tantissimo. Niente più intromissioni sulla gestione dei calciatori, possibilità di spendere mezzo miliardo di euro su un mercato nel quale avrà sempre l'ultima parola e tanto altro. Oltre a tanti, tanti, quattrini.
«La situazione creatasi ha costretto Florentino Perez a correre ai ripari. Ha valutato Mourinho, che però era inviso a parte dello spogliatoio e non ha un carattere facile, e poi ha puntato deciso sul francese. Che in passato ha dimostrato di essere un abile gestore del gruppo. Un uomo educato e molto positivo. Oltre che un vincente».

Per convincere Zizou, il numero uno dei Blancos si sarà calato le braghe...
«Si è tolto pure le mutande - ha aggiunto Arno ridendo - Probabilmente sapeva che senza un'offerta estremamente vantaggiosa, a livello sportivo ed economico, non avrebbe avuto possibilità».

Zidane firma e immediatamente Marcelo e Isco giurano amore al Real.
«Questa è la prova della stima che i giocatori nutrono nei confronti del 46enne. Uno che ha imparato i modi da Ancelotti e ha vinto tre coppe».

Zidane firma e immediatamente si parla di Mbappé come possibile nuova punta dei Blancos.
«Nonostante sia giovanissimo, l'attaccante è già uno tra i primi cinque giocatori al mondo. Nella loro ricostruzione, a Madrid avranno bisogno di campioni e di simboli. Lui potrebbe essere uno di questi. Spendere tanto per strapparlo al PSG? Non sarebbero soldi buttati».

Finora abbiamo santificato l'allenatore. Pur tra mille concessioni, anche Perez ha piazzato il colpo...
«Certo, con un'unica mossa ha riportato tranquillità nello spogliatoio e ambizione in società. Ora il Real potrà pianificare un futuro vincente».

Ma non troppo lontano, perché si sa, la pazienza nel pallone non è infinita.
«Zizou avrà comunque un anno di tempo per plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. Senza Perez che si intromette e con il "peso" preteso al momento dell'ingaggio, per questa stagione e tutta la prossima, se porterà bel gioco e dimostrerà la crescita, il francese non avrà problemi. Poi però, è ovvio, dovranno arrivare anche i risultati...».

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