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Ultimo aggiornamento: 20.10.2018 03:13
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Ti-Press
L'OSPITE
16.05.2018 - 10:410
Aggiornamento 20:02

«Lugano da 5, bravo Renzetti e Janko imbarazzante»

La salvezza è stata centrata. Con Arno Rossini abbiamo quindi fatto un'analisi della stagione bianconera: «Sbagliati i voli pindarici iniziali. Con quel pubblico.... Cornaredo tristissimo»

LUGANO - Diciotto sconfitte incassate, poco più di un gol segnato a partita (37 in 35), pochissimi pareggi (5) e una difesa non certo ermetica (54 reti subite). Sono tanti - e ben spiegati dai numeri - gli aspetti negativi della stagione del Lugano. Un'annata che ha visto i bianconeri arrancare, procedere a strappi, deprimere e... salvarsi. Tenuto conto di ciò, che voto si potrebbe dare al Lugano?

«Io darei un bel 5 - ha sottolineato Arno Rossini - ci sono state molte difficoltà, questo è vero; non dobbiamo in ogni caso dimenticarci che a Cornaredo si sono mossi potendo contare su un budget limitato. Insieme a quello del Thun, certamente il meno ricco nell'élite del pallone svizzero. La salvezza va dunque considerata un grande risultato. I voli pindarici di inizio anno erano stati uno sbaglio».

Si è puntato troppo in alto?
«Lo si è fatto sottovalutando le partenze di Alioski e Sadiku e, in generale, non tenendo conto dei problemi di una rosa per nulla attrezzata per disputare tre competizioni diverse. L'Europa League ha inciso parecchio».

Senza quella il Lugano avrebbe potuto completare un campionato migliore?
«Credo di sì. Certo i match continentali hanno portato soldi; la squadra però ha perso diversi punti in classifica in Super League. Tami si era lamentato, a suo tempo, delle difficoltà. E poi, se ricordate, con l'inizio della Coppa era arrivata la prima crisi bianconera».

Il 2017 è stato chiuso bene.
«E bene è cominciato l'anno nuovo, bagnato dalla vittoria contro il Basilea. Poi però c'è stato il tracollo, c'è stata l'autoesclusione di Tami, tutto è divenuto complicato. Fortunatamente l'avventura si è chiusa per il meglio».

Perché, viste le difficoltà, il voto tanto positivo? Le poche disponibilità economiche bastano come giustificazione?
«Assolutamente. Renzetti si è nuovamente dimostrato bravo e fortunato nel completare alcune operazioni con i calciatori e, così, a garantire la permanenza in Super. Gli si devono fare i complimenti. Guardate quel che è successo al Losanna, club che a gennaio ha speso tanto, che ha pagato quasi un milione per Rapp...».

Una nota negativa?
«Sicuramente la mancata riposta da parte del pubblico. Ero a Cornaredo per la sfida ai vodesi, la partita più importante della stagione, e gli spalti erano tristissimi. La situazione è desolante. Il primo obiettivo del presidente deve essere, a questo punto, quello di trovare il modo di far riavvicinare il pubblico alla squadra. Spero non si debba aspettare il nuovo stadio per riuscirci. Come si può pensare di andare avanti senza l'amore e il sostegno, anche economico, dei tifosi? Ogni anno, continuando così, rischia di essere sofferto. Anche il prossimo. Salirà lo Xamax che, scottato dal fallimento, non spenderà cifre folli. Sarà però competitivo, sarà un avversario ostico nella volata alla salvezza che verrà».

Dovessi fare mercato per il Lugano, c'è un giocatore che ti terresti stretto?
«Sulmoni. Per quel che può dare in campo ma anche e soprattutto per altri aspetti, come il suo attaccamento al club e alla città. Ragazzi del genere - anche Bottani è uno di questi - non dovrebbero mai mancare nello spogliatoio».

Dovessi fare mercato... ci sarebbe anche chi non potresti confermare.
«Ce ne sono alcuni che a parer mio non hanno meritato. Janko è uno di questi. Da quando è arrivato non si è praticamente mai visto. Domenica poi è stato imbarazzante. Per portarlo a Cornaredo hanno speso parecchio e, inoltre, giocando leva il posto a un altro. Ha un contratto per la prossima stagione, è giusto; io però valuterei bene la sua posizione. C'è poi Ledesma, che ha un anno in più e, nonostante tanta qualità, faticherà molto a reggere certi ritmi, certe velocità. Soprattutto sui campi sintetici. Vogliamo infine parlare dei portieri? Il Lugano ha bisogno di trovarne uno vero».

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