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10.04.2018 - 14:270
Aggiornamento : 17:35

Renzetti: «Abascal? Piani sia in caso di Super che di Challenge»

Croci-Torti sarà il vice-allenatore, con Padalino che prende il suo posto. Il tecnico spagnolo è raggiante: «Ho accettato Lugano perché sono convinto che potrò avere successo»

LUGANO - In casa Lugano, dopo l’esonero di Pier Tami, è il giorno di Guillermo Abascal. Il 28enne spagnolo, reduce da un’esperienza sulla panchina del Chiasso, si è legato ufficialmente ai bianconeri e questo pomeriggio dirigerà il suo primo allenamento. Prima della seduta odierna il mister iberico, che tenterà di risollevare il Lugano - in crisi di risultati - e condurlo ad una serena salvezza, si è presentato in conferenza stampa.

ore 14.15: è iniziata la conferenza stampa del nuovo tecnico del Lugano Guillermo Abascal, ai suoi fianchi il presidente Angelo Renzetti e il direttore sportivo Giovanni Manna.

ore 14.22: il primo a prendere la parola è stato il numero uno dei bianconeri Angelo Renzetti: «Siamo qui per presentare il nuovo allenatore, ma è doveroso rivolgere qualche parola anche allo staff precedente. La situazione è del tutto eccezionale, c'è sempre stata professionalità ai massimi livelli e dispiace arrivare a questi momenti. Il 22 febbraio avevamo chiamato Tami e fatto i complimenti a lui e il suo staff, dicendogli che volevamo rinnovare. Tami si era detto "contento di rinnovare, poiché meglio di Lugano, in Svizzera, ci sono solo Basilea e YB". L'idea era quella di andare avanti. Purtroppo il calcio però è cosi... abbiamo iniziato a perdere una, due, tre, sei partite... penso che il mister aspettasse una vittoria per darci la bella notizia. C'era sempre stata grande positività, ma purtroppo - a parer mio - la posizione è invece stata stravolta dai risultati negativi. 10 giorni fa, prima del match di Losanna, ho convocato ancora Tami per rincuorarlo. Quella alla Pontaise era una partita importante. Ci eravamo trovati a pranzo per parlare e cercare di reagire. A quel punto mestamente mi ha detto che non avrebbe rinnovato perché era stanco. Mi ha detto che non avrebbe neanche dovuto partire con questa avventura, ma non aveva saputo resistere al richiamo di Lugano. Al chè ho pensato di non dir niente: non per ingannare qualcuno, ma perché non mi sembrava un bel messaggio da dare alla squadra o alla stampa. Per compiere un'impresa bisogna stare tutti uniti. Allo stesso tempo avevo capito che si trattava di un momento di sconforto e di fondo speravo che potesse tornare il sereno».

ore 14.28: il pres, obbligato a cercare nuove soluzioni, ha valutato diverse opzioni... «Mi dispiace molto per come è andata, perché in questi anni vissuti a Lugano uno staff così non l'ho mai avuto. Mi dispiace molto, ma ora voltiamo pagina. Ci siamo così trovati nella situazione di cercare un sostituto e non era facile: dovevo fare l'interesse del Lugano allargando gli orizzonti il più possibile. Abbiamo chiamato Zeman e si è detto disposto a darci una mano. Ci teneva, ma per una sua situazione personale non se la sentiva. Un'altra opzione era Tramezzani, anche se con me non ha avuto contatto diretto. Sapete che tra noi ci sono stati degli screzi, ma era giusto che lo valutassi, è ancora ben visto dai giocatori. Però mi sono detto che le cose non sempre si ripetono e anche alcuni elementi sono cambiati. Senza tanti fattori, come alcuni giocatori per fare un determinato gioco e un po' di fortuna, il rischio era troppo: a quel momento avrei rischiato di "perdere la dignità". E non voglio perderla».

ore 14.34: Un altro nome caldo per sedersi sulla panchina dei ticinesi era Ciriaco Sforza... «Sforza voleva rientrare nel giro che conta e mi sarebbe piaciuto dargli una mano, ma non me la sono sentita: mi è dispiaciuto tantissimo. Alla fine ho optato per una questione di cuore e simpatia, scegliendo Abascal. Ho visto molte partite del Chiasso e mi ha fatto vedere qualcosa di nuovo. Ho parlato con diversi giocatori che lo hanno già avuto come allenatore e ho avuto la conferma che può essere un valore aggiunto. Propone un gioco che ha bisogno di tempo per essere assimilato, ma ha trovato una persona che ha una soglia di rischio molto alta... Gli do questa possibilità perché ci credo, può darci il giusto entusiasmo. Tante cose le abbiamo ed è stato dimostrato anche in Europa League. Ora ci manca un po’ d’entusiasmo e di sdrammatizzare. Adesso giochiamo con un po’ con paura. Un giovane con entusiasmo può darci questi fattori. Voglio concludere dicendo che Abascal mi dà anche la possibilità, in un caso o nell’altro - ovvero in caso di permanenza in Super League o di retrocessione - di fare un progetto con i giovani. Una piazza come Lugano deve sostenersi e mantenersi, lavorando sui giovani e collaborando con un progetto che contempla tutto il Cantone. Avere un allenatore con tanta voglia, in arrivo da una piazza dove il calcio si fa veramente - la Spagna -, è un bel messaggio per tutti».

ore 14.40: Dopo Renzetti è stata la volta del diretto interessato, ovvero Guillermo Abascal: «C'è stato feeling. Io credo nel progetto e ringrazio tutta la società. Sono convinto che arriveremo alla salvezza, altrimenti non sarei qui. Voglio portare un'idea di calcio, darò tutto per aiutare la squadra in queste settimane. Devo lavorare per ringraziare il club per la fiducia. Dobbiamo andare a giocare con la giusta ambizione e mentalità. I giocatori ci sono, io ci credo e la società anche. Hanno disputato una bella stagione, che è stata un po' macchiata nelle ultime settimane: devono finire come meritano. La rosa ha capacità e qualità: adesso sarà importante il fattore mentale, ritrovare fiducia. Il calcio è calcio, anche se c'è poco tempo dobbiamo essere pronti».

ore 14.45: La scelta del pres pare dunque proiettata al futuro indipendentemente dalla categoria. «Prepariamo piani sia in caso di Super che di Challenge League. Chiaramente ci siamo accordati per preparare un contratto con premio per questa stagione in caso di salvezza. Poi ci sarà una soluzione A, ovvero la Super League, e la soluzione B, che è la Challenge League. Ragioniamo a 360°. Abascal già nel mirino? Non ho mai sottaciuto che mi piaceva il suo calcio. In primo luogo però c’era Tami, aspettavo una sua risposta. Non volevo rompere l’incantesimo che c’era con lo staff, 1 mese e mezzo fa parlavamo di Europa League. Per quanto riguarda lo staff ho cercato di fare un lavoro meno traumatico possibile e cambiare il meno possibile. Samuel a malincuore se ne é andato. Noi volevamo che restasse, ma per coerenza si è dimesso e l'abbiamo sostituito internamente. Croci-Torti sarà vice, mentre Padalino - anche se dobbiamo ancora parlarne - entra nello staff, almeno inizia a respirare "l'aria della stalla". Al posto Dyon torna Townsend, mentre come video-coach ci sarà Fernando Lopez Perez, già a Chiasso con Abascal».

ore 14.55: La parola torna ad Abascal, il quale ha risposto alla domanda: "Dà fastidio essere giudicato per l'età?": «No, parla il campo. L'importante é la determinazione e quello che si fa. Sono tranquillo e convinto, pronto per stare qua e aiutare il Lugano a raggiungere il suo obiettivo. L'approccio? «Parlerò individualmente con ogni giocatore per capire cosa mi può dare ognuno. Devo capire la disponibilità e come giocare per fare male all'avversario e non subire. Andare ad allenare in Italia? C'era la possibilità, ma qui ho sentito fiducia, sapendo allo stesso tempo che potrò crescere e lavorare. Dopo Chiasso ci sono state conversazioni importanti, ma ho accettato Lugano perché sono convinto che potrò avere successo».

ore 15.05: È finita la conferenza stampa.

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Commenti
 
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GI 2 anni fa su tio
poveri allenatori.....tutti "impiegati a tempo".....
KilBill65 2 anni fa su tio
Non ho capito se era Pier Tami o Renzetti quello che si arrampicava su gli specchi!!!....Adesso ecco il nuovo allenatore fino a quando?....C'e da chiedersi e' l'allenatore, i giocatori, o Renzetti?...
bobà 2 anni fa su tio
via un papa se ne fa un altro... come cambiare calzini

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Ultimo aggiornamento: 2021-03-05 11:26:28 | 91.208.130.87