Keystone
SERIE A
08.04.2018 - 09:330

Gattuso non ci sta: «Questo Milan non deve assomigliare a me»

Il tecnico del Milan ha anche parlato di Donnarumma: «Può fare molto di più»

MILANO (Italia) - Ora che il tormentone-contratto non ha più motivo di essere, dopo la firma fino al 2021, Gattuso può pensare solo a come migliorare il suo Milan di oggi e a come pensare a quello di domani.

Il tecnico rossonero assicura di non aver perso qualche stimolo dopo la sicurezza della permanenza sulla panchina e dice: «Sono più incazzoso di prima, ho più voglia. Nel calcio basta poco, basta perdere tre partite e mi trovo fuori da Milanello con le borse in mano. Sento più pressione perchè è la società in cui lavoro e oggi mi sento più pressione perchè ho la consapevolezza che dobbiamo migliorare ancora, abbiamo i margini. Anche sui giornali avete iniziato a parlare della gente nuova che arriverà ma oggi i migliori sono i 25 in rosa. Sta alla società se dobbiamo fare qualcosa ma non aspettatevi la rivoluzione, abbiamo una buona base e serve avere rispetto per i giocatori che ad oggi hanno a tratti espresso un buon calcio. Fino a quando la matematica non ci condanna scendiamo in campo per crederci. Dobbiamo pensare a consolidare il posto in Europa League, non possiamo sbagliare nulla. Dobbiamo stare molto attenti e non mollare di una virgola. Abbiamo tanti obiettivi, fino a che la matematica non ci condanna dobbiamo crederci, ci stiamo giocando l'Europa League. Non vedo il motivo per cui dobbiamo mollare. Siamo una squadra giovane e dobbiamo giocare tutte le partite con il coltello tra i denti».

Senza però che si crei identificazione tra il Milan e le caratteristiche del Gattuso-giocatore, anzi: «A me non deve assomigliare, mi piace giocare un calcio propositivo con grande organizzazione. Le mie caratteristiche da calciatore sono diverse da come vedo il calcio da allenatore. La cosa che mi piacerebbe vedere è sentire tante volte la puzza del pericolo, penso che oggi questa squadra deve migliorare sotto questo aspetto, mettersi a disposizione e metterci sempre una pezza. Mi piacerebbe che i miei giocatori comprendano questa mentalità, il fatto di palleggiare mi piace molto il calcio porpositivo, che tutti i giocatori sanno fare entrambe le fasi».

Dopo un passaggio sul derby ("Rivedendola, a livello tecnico abbiamo sbagliato qualcosina ma la squadra si è comportata bene. La parata più importante l'ha fatta Handanovic nonostante le due grandi occasioni loro, poi abbiamo sofferto per meriti loro e demerito nostro") e un accenno al mercato che sarà (“Chi arriverà deve saper giocare a calcio, solo con la personalità non ci facciamo nulla ma questa non guasta. Ci portiamo avanti. Penso che facilitano il lavoro durante i mesi di preparazione, questo quando si cerca un giocatore per come la vediamo con Fassone e Mirabelli ci piace") Ringhio parla dei singoli. Partendo da Suso: «Penso che stia facendo un lavoro incredibile perchè lega sempre con i centrocampisti, tecnicamente può fare qualcosa in più ma ci dà un equilibrio molto importante. Nei giorni scorsi gli ho fatto vedere le partite che faceva nei primi mesi e quelle di adesso. Gioca da leader, da giocatore vero che si mette a disposizione della squadra. E' vero che tecnicamente dovrebbe fare qualcosa in più ma sono contento perchè si è messo a disposizione della squadra».

Di più può fare anche Donnarumma: «Può fare molto di più, ha fatto cose importanti nei pochi anni di carriera e ha abituato tutti bene. Al di là di qualche errore su impostazione, che ci stanno quando un portiere tocca settanta volte a partita la palla con i piedi, da parte mia c'è grande stima e rispetto per Gigi. In questo momento nè lui nè Suso sono una preoccupazione».

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