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L'OSPITE
11.10.2017 - 09:310
Aggiornamento : 20:33

Messi-CR7 e quel ping pong con il pallone (d'oro)

Arno Rossini si è inchinato davanti alla grandezza dell'argentino e del portoghese, da un decennio padroni del massimo riconoscimento individuale del calcio: «Per un paio d'anni sarà ancora loro»

LISBONA (Portogallo) - Trenta nomi per un sogno d'oro. France Football ha diramato la lista dei pretendenti al massimo premio individuale del calcio mondiale. Ovvero - appunto - il Pallone d'oro.

Scorrendolo così, velocemente, l'elenco è forse fin troppo colorito. Vi si possono infatti trovare giocatori come Dzeko, Manè, Bonucci, Suarez, Cavani, Buffon, Hummels e altri. Tutti campioni, per carità, ma non certo elementi ideali, viste le loro prestazioni, all'eccellenza planetaria. Molto più convincenti sono le candidature di Neymar, Dybala, Mbappè o Isco. Questi sì potrebbero ambire al premio. Potrebbero. Sempre che non ci fossero Lionel Messi e Cristiano Ronaldo...

«È una lotta impari tra due fenomeni assoluti e qualche grande giocatore - ha sottolineato Arno Rossini - per come la vedo io, ancora per un po' il Pallone d'Oro sarà appannaggio di questi due». 

Il prossimo chi lo vincerà?
«Il portoghese, padrone della Champions League con il suo Real Madrid. Non si scappa». 

Con questo sarebbero cinque. Tanti quanti quelli di Leo da Barcellona. Da nove edizioni sono sempre loro che trionfano. L'ultimo finito a un calciatore "normale" andò a Kakà nel 2007.
«Vero, sembra quasi stiano giocando a ping pong con il trofeo. Però, insomma, stiamo davvero parlando di due campionissimi totali. Uno fisicamente pazzesco, l'altro con una tecnica incredibile. Hanno una genialità che gli altri possono solo sognarsi e sono entrambi bellissimi da vedere su un campo da calcio. In più, poi, sono dei vincenti. Non è poco. Per me entrambi sono tra i migliori di sempre, insieme con i grandissimi del passato che li hanno preceduti».

Per quanto ancora dovremo noiosamente sorbirceli?
«Ancora per un po' - ha aggiunto Arno con una risata - credo che per almeno un paio d'anni saranno infatti ancora loro a vincere. Prima di un normale declino fisico...». 

Ronaldo ha 32 anni, Messi però solo 30. Forse può durare più di due stagioni.
«Ma è meno solido e potente del portoghese. Credo che patirà prima gli acciacchi dell'età».

Le tante incoronazioni consecutive sono giustificate? Magari i trofei hanno anche qualcosa di politico. Il marketing...
«Le pressioni ci saranno di certo; però davvero, in questo caso, mi sento di dire che i premi sono meritati. Cristiano e Leo vincono infatti sempre qualcosa durante l'anno e si esprimono a livelli altissimi. Ricordo della polemica innescata da Ribery quando il Bayern fece il triplete. Aveva ragione ad arrabbiarsi per non essere stato "eletto", però anche in quell'occasione, secondo me, Ronaldo (che vinse) gli fu superiore».

Pensionati i due big, chi salirà in cattedra?
«Il giocatore che mi sembra più pronto a raccogliere l'eredità di Messi e CR7 è Neymar, già decisivo con Barcellona e Brasile e ora con una squadra tutta sua a Parigi. Dybala e Mbappè hanno i numeri, possono levarsi soddisfazioni. Io però sono innamorato anche della genialità di Isco. Tutti bravissimi, tutti predestinati. Non credo riusciranno però, come fatto dal portoghese e dall'argentino, a monopolizzare il trofeo. Sono campioni, non fenomeni assoluti».

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