Keystone
SERIE A
29.08.2017 - 15:070
Aggiornamento : 18:03

«Offese, cattiverie gratuite... il problema dell'Italia è questo»

Leo Bonucci, dal ritiro di Coverciano, torna sul suo addio ai bianconeri: «Ho lasciato la Juve per scelte che aveva fatto la società, non per i soldi. Milan? Ci volevano le p****»

FIRENZE (Italia) - Leo Bonucci passa e chiude. Ci mette la faccia di nuovo, dal ritiro della nazionale italiana a Coverciano, e torna sull'addio alla Juventus e sulla nuova vita al Milan. In questi giorni non si fa che parlare della reazione nel tornare a rivedere le facce dei suoi ex compagni, lui non si nasconde e dice: «Ho deciso di lasciare la Juve per scelte che aveva fatto la società, non per i soldi. La gente non sa che l'ultimo anno alla Juventus prendevo lo stesso stipendio. Siamo andati d’accordo fino alla fine. C’è stato un momento che mi ha portato a fare valutazioni diverse dal club, ho scelto io di andare via dai bianconeri».

I social non sono stati teneri con Bonucci: «Ormai siamo in un'era in cui possono parlare e scrivere tutti. È stato brutto vedere cattiverie gratuite su persone che non c'entrano, ma la verità è che tutti, ormai, possono dire e scrivere ciò che vogliono. È questo il male dell’Italia e tutti quanti dovremo fare un esame di coscienza».

Bonucci rivendica poi quel che ha fatto con la maglia della Juve: «Mi interessa essere ricordato come un vincente - ammette - conta la bacheca, le chiacchiere se le porta via il vento. Ci volevano le palle per fare la scelta che ho fatto. Mi hanno chiamato infame, traditore, mercenario, tre aggettivi pesanti da affibbiare a uno che ha sempre fatto il massimo con la Juventus”. Senza di lui la difesa bianconera sembra più vulnerabile: “Anche ai miei ex compagni della Juventus rode prendere gol, ma non era Bonucci che faceva la differenza. Se non avessi avuto la fortuna di giocare con Buffon, Barzagli, Chiellini, Dybala, Higuain e tutti loro, avrei potuto fare ben poco».

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