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TENNIS
10.09.2013 - 02:340
Aggiornamento : 24.11.2014 - 18:18

Rafa il marziano ha fatto 13!

Il maiorchino ha battuto in finale in 3h20' Novak Djokovic: 6-2, 3-6, 6-4, 6-1 il risultato finale a suo favore al termine di una sfida fantastica

 NEW YORK (USA) - Djokovic-Nadal regala sempre emozioni e sfide al cardiopalma. La finale dell’US Open 2013 non ha deluso le aspettative e tra colpi mostruosi, al limite della fisica e delle capacità umane, il numero 1 al mondo e il numero 2 hanno infiammato il centrale di Flushing Meadows. Dopo 3h20’ il tabellone ha così recitato: 6-2, 3-6, 6-4, 6-1 in favore del mancino di Manacor.

Era il remake delle finali 2010 (vittoria di Nadal), 2011 (trionfo di Nole), delle finali di Wimbledon 2011, Australian Open 2012, Roland Garros 2013 – e chi più ne ha più ne metta – e prima che la pallina iniziasse a correre come una scheggia sul cemento di New York si diceva: “Nadal è il re della terra, quest’anno non ha mai perso sul cemento, ma su questa superficie Djokovic ha centrato i suoi più grandi successi”. Giusto, tutto vero, tutto perfetto. Ma dove sta la verità? L’iberico l’ha spiegata disputando una finale mostruosa, il giusto apice di un 2013 che recita così: 60 vittorie e 3 sconfitte.

Nel primo set l’equilibrio è durato veramente ben poco, giusto tre game: Rafa alla prima occasione ha tirato la zampata e con alcuni punti incredibili ha strappato il servizio al serbo. Break, quasi controbreak e allora Nadal – che nel primo parziale non ha perso un game andato ai vantaggi – ha rifilato al suo avversario un’altra sberla da KO tecnico rubando di nuovo la battuta, per poi chiudere facile facile sul 6-2.

Se l’iberico nel primo parziale è sembrato comandare con facilità la sfida, Novak nel secondo è salito in cattedra, ha iniziato a giocare meglio e dal sesto gioco in poi ecco i fuochi d’artificio: break (con tanto di punto più bello del match, roba da 54 colpi di fila), controbreak e di nuovo break, per un totale di 5-3 in favore del ragazzo di Belgrado che ha poi chiuso 6-3.

Il terzo set è stato degno del copione di un thriller: break in apertura di Djokovic che è arrivato a un passo dal doppio break, ripresa di Nadal che, riuscendo a rubare il servizio al suo avversario, è riuscito a salire fin sul 5-4 (annullando altre tre palle break di fila al serbo)! Pazzesco. Il decimo game, però se possibile, è stato ancora più folle di tutto il set: con Novak al servizio e 30-0, il maiorchino si è inventato un punto spaziale che ha spaccato il game e gli ha letteralmente consegnato il terzo parziale.

Dopo aver sofferto in apertura in terzo set, lo spagnolo nel quarto ha trovato immediatamente il break che l’ha lanciato subito sul 3-0. Il serbo ha provato a reagire, cercando di accorciare gli scambi ma spesso la fretta è cattiva consigliera e così, sull’1-4 e 30-0, quattro errori non forzati hanno regalato il doppio break al maiorchino che al servizio non ha perdonato, non si è fatto pregare e dopo 3h20’ ha chiuso sul 6-1 conquistando meritatamente il titolo.

Nadal è stato intrattabile su tutto l’arco delle due settimane, mietendo vittime in maniera quasi elementare e ha così portato il suo bottino personale di Slam a quota 13: 1 Australian Open, 8 Roland Garros, 2 Wimbledon e 2 US Open. Fantastico e impressionante, tenendo conto dov'era il mancino di Manacor soltanto pochi mesi fa.

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