Keystone (archivio)
TENNIS
01.11.2020 - 22:240
Aggiornamento : 02.11.2020 - 15:21

Nadal: «Federer? Uno dei più grandi uomini nella storia dello sport»

Lo spagnolo: «Il virus? Sono preoccupato per i miei genitori e per la mia famiglia».

«Dobbiamo coltivare la fiducia. Con il rispetto. Verso noi stessi, verso i nostri cari, verso gli altri. E poi con la responsabilità e la logica».

MAIORCA - Tra partite senza pubblico e un calendario che viene riscritto spesso causa Covid i tennisti cercano di tenere alto il ritmo. In attesa di tempi migliori. Nonostante appunto il momento delicato, nelle scorse settimane un motivo per esultare parecchio Rafael Nadal l'ha avuto: vincendo per la 13esima volta il Roland Garros ha raggiunto a quota 20 Slam il nostro Roger Federer. Ma è stata una goccia di felicità in un mare di preoccupazioni e d'incertezza generale. 

In un periodo di pandemia mondiale, quanto il maiorchino teme il virus? «Non per me - le sue parole al Corriere della Sera - Sono abbastanza giovane, il fisico ancora risponde. Però, se mi infetto, posso infettare persone a rischio. Sono preoccupato per i miei genitori, per la mia famiglia. Per la mia comunità. È il momento più duro della nostra vita. Per questo è il momento di lottare, per cose molto più importanti di una partita di tennis. Dobbiamo coltivare la fiducia. Con il rispetto. Verso noi stessi, verso i nostri cari, verso gli altri. E poi con la responsabilità. E la logica. Si muore per il virus; ma si può morire anche di fame. Il colpo all’economia è stato durissimo. Bisogna trovare l’equilibrio tra la salute e il lavoro, tra la protezione sanitaria e quella sociale. La sicurezza è fondamentale; ma lo sono anche la libertà e la dignità».  

...dalla pandemia all'uomo che sui campi, a quasi 40 anni, fa ancora emozionare il mondo intero... «Roger Federer è uno dei più grandi uomini nella storia dello sport. È stato il mio grande rivale; e questo ha giovato a entrambi, e un poco pure al tennis. Abbiamo diviso un tratto di vita. In alcune cose ci assomigliamo: teniamo alla tranquillità, alla famiglia. In altre siamo diversi. In cosa? Abbiamo caratteri, culture, modi di vita differenti».

E poi l'aneddoto riferito a chi, ancora prima dei 20 anni, non vide così tanto talento nel "serbatoio" del mancino di Manacor... «A 19 anni mi dissero che non avrei più giocato. Quella fragilità ora è forza...».

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Commenti
 
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Don Quijote 11 mesi fa su tio
La differenza tra denigrare ed elogiare è come scendere e salire una scala, i denigratori si trovano sempre nei gradini inferiori.
Alex 11 mesi fa su tio
facile parlare con un conto in banca a 9 cifre
Dani 11 mesi fa su tio
Grandi sportivi, gente normalissima con una grande volontà e voglia di vivere
streciadalbüter 11 mesi fa su tio
Tempi piu`duri per dei milioinari che giocanop al tennis?Vergogna
Alex 11 mesi fa su tio
@streciadalbüter pienamente daccordo....
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