Super Murray spaventa Djokovic. Il serbo passa dopo cinque ore

Incredibile battaglia nella seconda semifinale degli Australian Open, nella quale lo sfidante scozzese ha portato il numero uno al mondo fino al quinto set. La finale di domenica sarà Djokovic-Nadal
Incredibile battaglia nella seconda semifinale degli Australian Open, nella quale lo sfidante scozzese ha portato il numero uno al mondo fino al quinto set. La finale di domenica sarà Djokovic-Nadal
MELBOURNE – Doveva essere una gara dall’esito scontato. Un match nel quale il fortissimo numero uno del mondo non poteva che non suonarle al malcapitato numero quattro. È invece stato tutt’altro. Spettacolo, grandi emozioni, colpi da fenomeni, e pathos alle stelle hanno caratterizzato la seconda semifinale degli Australian Open, nella quale Novak Djokovic ha battuto, dopo una lunghissima battaglia, Andy Murray.
E dire che davvero – almeno per un’ora - lo scontro è parso solo una monotona celebrazione del campionissimo Djokovic. Avanti facile 6-3 nel primo set e 2-0 (con più di una palla break per portarsi sul 3-0) nel secondo, il serbo sembrava avviato a una tranquilla passerella. A una serata di tutto relax prima dello scontro epico, quello di domenica contro Nadal, per la conquista del titolo. Il dodicesimo game ha invece girato l’incontro. Murray, alle corde, ha trovato forze insperate e da lì ha ricominciato la propria risalita. Ha mantenuto il servizio e poi strappato due break consecutivi all’avversario. Fino a issarsi a un insperato quanto meritato 6-3.
E lo spettacolo era appena iniziato. Il terzo set è infatti stato ancor più combattuto di primi due – e gli 88’ di durata ne sono la conferma – e ha mostrato al mondo un Murray nuovo. Più cattivo, più deciso, più convinto, lo scozzese ha spesso messo alle corde Djokovic, sfiancandolo nel fisico prima e nella testa poi. Si sono visti servizi tenuti con le unghie e break strappati coi denti. Sul 6-5 il serbo ha avuto tre palle set, tutte annullate dall’allievo di Lendl. Poi al tie-break è stato Murray a esultare.
Quando era il momento di affondare il colpo però, lo scozzese si è rilassato. Troppo. E così ha permesso al serbo di rientrare facilmente in partita. Il quarto set è infatti stata solo una formalità per Djoker, il quale, rubati i primi due servizi al rivale e scappato velocemente sul 4-0, ha chiuso i conti 6-1 in appena 25 minuti.
Il quinto set è stato più combattuto di quello precedente. I due cavalieri si sono scambiati colpo su colpo, senza riuscire a sopraffarsi a vicenda per cinque game. Poi Murray, evidentemente stanco e mentalmente meno solido del rivale, ha ceduto il servizio. Sembrava la fine. Djokovic, planato sul 4-2, ha innestato il pilota automatico e si è limitato a mantenere la battuta. Sul 5-2 per il serbo però, il numero quattro al mondo si è rimesso in piedi. Ha strappato il servizio e portato il rivale fino al 5-5. Prima del crollo negli ultimi due game del match. Dopo una maratona durata 4h50’ il tabellone indicava 6-3, 3-6, 6-7, 6-1, 7-5 a favore di Djoker, una volta ancora dimostratosi più forte di tutti, anche di un avversario in giornata di grazia. E ora per lui sarà finale, un’altra, contro Nadal. Domenica saranno fuochi d’artificio. O almeno così dovrebbe essere.
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