Federer vola e Annacone conferma: "Lui sa quello che vuole"

Il basilese è giunto agli ottavi di finale degli US Open battendo per 6-4, 6-3, 6-3 Paul-Henri Mathieu (ATP 109), chiudendo le prime tre partite in cinque ore di gioco e risparmiando energie importanti
Il basilese è giunto agli ottavi di finale degli US Open battendo per 6-4, 6-3, 6-3 Paul-Henri Mathieu (ATP 109), chiudendo le prime tre partite in cinque ore di gioco e risparmiando energie importanti
NEW YORK - Roger Federer prosegue come un treno raggiungendo gli ottavi di finale degli US Open chiudendo le prime tre partite in cinque ore di gioco. Sabato il basilese ha battuto con il punteggio di 6-4, 6-3, 6-3 Paul-Henri Mathieu (ATP 109), ancora una volta riuscendo a risparmiare quelle energie che potranno essere utili negli incontri della seconda settimana.
La sfida si è avviata con un sostanziale equilibrio, il francese ha impegnato Roger che solo dimostrando maggiore attenzione e continuità è riuscito a fare la differenza. Nel secondo set, invece, il divario si è accentuato con il basilese che non ha più sbagliato un colpo, contrariamente al suo avversario sempre più nervoso, dimostrando un gioco quasi perfetto.
Il numero due al mondo, dopo 1h e 39' di gioco e 13 ace, ha poi chiuso la contesa sicuro e tranquillo come da qualche tempo dimostra di essere. Le prestazioni di Federer sono via via migliorate, come il livello degli avversari, continuando a confermare il suo buon momento.
In questi giorni ha parlato il suo nuovo allenatore: "Sono un uomo molto fortunato", ha dichiarato il 47enne. "È un onore essere stato scelto da Roger, lui ha tutte le qualità che voglio trovare in una persona: un buon carattere, professionalità, integrità e trasparenza. Al nostro primo incontro mi ha impressionato per la sua energia e la sua determinazione, quelle di un ragazzino”.
Paul Annacone ha raccontato che la loro prima conversazioni è stata fondamentale perchè quando ha chiesto a Federer cosa volesse fare in questo momento cruciale della sua carriera si è dimostrato molto tenace e ha sottolineato: “Non è comunque semplice lavorare con campioni di questo calibro, i giocatori devono anche evolversi e Roger lo sa bene, capisce anche l'evoluzione stessa del tennis”.
Riguardo agli obiettivi futuri: "Sarebbe stupido non cercare un gioco più aggressivo. Io sono in grado di dargli ciò che ho già dato a Pete Sampras e Tim Henman, la mia esperienza, ma la cosa importante per Roger, è sapere ciò che egli vuole... E credetemi, gli restano ancora molti anni davanti e molte cose belle da fare".
Foto d'apertura: Keystone








