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Noah Zygmont
SWITZERLANDERS
19.06.2019 - 08:000
Aggiornamento : 08:44

«Io, ragazza in carriera tra i vigneti»

Bionda, occhi azzurri, elegante e spigliata. Valentina Tamborini, 32 anni, è la signorina del vino ticinese per eccellenza. Fortemente radicata alla sua terra

CROGLIO – Cresciuta in mezzo al verde e ai vigneti. Bionda, occhi azzurri, elegante, spigliata. Valentina Tamborini, 32 anni, ha la stoffa della giovane donna in carriera. Ci accoglie nella tenuta di Vallombrosa, a Castelrotto, frazione di Croglio, nel Malcantone. È uno dei terreni di famiglia in cui viene coltivata l’uva che, ogni anno, si trasforma nella produzione di circa 700’000 bottiglie di vino. «Firmate col nostro marchio» precisa lei.

Ecco come partecipare
Vuoi realizzare insieme a noi il film per il cinema «Switzerlanders»? Allora prendi il cellulare o una videocamere e condividi con noi il tuo punto di vista personale sul nostro paese, la tua vita, i tuoi sentimenti e pensieri in uno o più video. Le riprese possono avere una lunghezza illimitata, ma devono assolutamente essere girate in formato orizzontale. Il giorno delle riprese, che rappresenterà un giorno normalissimo in Svizzera, è il 21 giugno. Più informazioni sul progetto e le modalità di partecipazione sono disponibili su switzerlanders.20min.ch

Valentina vive a Torricella, a poche centinaia di metri dalla sede amministrativa della Tamborini Vini SA, situata a Lamone. Azienda di cui al momento è responsabile della comunicazione, ma della quale in futuro sarà direttrice. «Per ora a guidarla è ancora papà Claudio». Cresciuta nel Luganese, la 32enne è fortemente radicata al suo territorio. «In maniera viscerale, amo l’aria pulita e i luoghi incontaminati che la Svizzera ci regala. E non faccio questo mestiere solo perché già lo faceva mio padre. Anzi. Sento che attraverso il vino, posso valorizzare il mio Ticino. Ho frequentato la scuola alberghiera di Bellinzona, ho fatto il corso per diventare sommelier. Da sempre sono attratta dall’analisi sensoriale, mi piace sperimentare, assaggiare, degustare».

Sperimentazione. È la parola d’ordine di Valentina che, da qualche anno, si è pure lanciata in una nuova esperienza. «Ho creato una linea di vini all’insegna della sostenibilità ambientale. Una nicchia che intendo portare avanti con fierezza. E per farlo mi avvalgo della collaborazione dell’artista 35enne Luca La Marca. Lui ha creato l’etichetta della “Rinascita” che fa parte della mia nuova linea, “Valentina Wine Collection”. E spesso mi accompagna nelle serate di presentazione dei prodotti. Il sogno? Presentare un vino, mentre lui dipinge dal vivo. È un messaggio positivo che vogliamo lanciare. Arte e vino possono camminare a braccetto, con due giovani professionisti che si tendono la mano».

Valentina chiude gli occhi e ripercorre la storia della sua famiglia. «La mia bisnonna Angiolina nel 1911 aprì il ristorante Tamborini nel cuore di Lugano. Nonno Carlo, invece, dal 1944 iniziò a importare vini sfusi dall’Italia». Papà Claudio negli anni Ottanta comincia a piantare le proprie viti a San Zeno e a Comano. È la svolta decisiva per la famiglia Tamborini. «Nel 2002 mio padre decise di acquistare Vallombrosa, una tenuta centenaria, fondata nel 1908 quando il visionario Giovanni Rossi piantò la prima barbatella di Merlot. Da importatori e commercianti siamo diventati produttori. Oggi coltiviamo una trentina di ettari di vigneti sparsi in tutto il Ticino, soprattutto nel Luganese».

Usa un linguaggio chiaro ed esplicito, Valentina. Ha una personalità forte e si vede che è abituata a parlare con la gente. «Anche se poi ho anche bisogno di stare da sola, con me stessa e basta, in mezzo al bosco. Senza una passeggiata nel verde, io sto male. Già, la natura… È forse questa la più grande ricchezza che il nostro Paese ci offre. E sono fermamente convinta che dobbiamo salvaguardarla. Quando sono sola, spesso penso alla mia sorellina Alice, scomparsa nel 1999, a soli nove anni, a causa di una malattia rara. È il mio angelo custode e la mia fonte di ispirazione».

«Switzerlanders» è un progetto culturale di Tamedia

Il regista Michael Steiner spiega il progetto:

I consigli del regista Michael Steiner:

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