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Una scena di "Magari".
LOCARNO
07.08.2019 - 07:000
Aggiornamento : 08:33

Godard ed Elkann per la prima Piazza Grande ufficiale

Alle 21.30 è in programma la cerimonia di apertura del Locarno Film Festival con la lettera audiovisiva a Freddy Buache e il lungometraggio d'esordio della regista

LOCARNO - Questa sera parte ufficialmente l'edizione 2019 del Locarno Film Festival.

Come da tradizione la cerimonia di apertura si tiene in Piazza Grande alle 21.30. Si parte con la lettera audiovisiva che il leggendario Jean-Luc Godard inviò a Freddy Buache nel lontano 1982. Negli 11 minuti di questo cortometraggio il regista ha filmato Losanna e ha parlato di ciò che fa il cinema: la luce, i movimenti e i colori. Spiega la direttrice artistica del Locarno Film Festival Lili Hinstin: «Scomparso lo scorso 28 maggio, Freddy Buache, "il più grande ribelle del cinema svizzero", è stato direttore della Cinémathèque suisse dal 1951 al 1996 e co-Direttore del Locarno Film Festival con Sandro Bianconi dal 1966 al 1970. Dopo aver scritto che "Fino all’ultimo respiro" (1960) rappresentava "l’arroganza fascista della Nouvelle Vague", negli anni Settanta diverrà un fervente difensore dell’opera di Godard, che, approfittando di una commissione della città di Losanna, gli scriverà questa lettera sul cinema». "Lettre à Freddy Buache" verrà proiettato in francese con sottotitoli in tedesco e inglese.

Seguirà il primo lungometraggio di Ginevra Elkann, "Magari". Alma, Jean e Sebastiano, figli di genitori divorziati, da Parigi arrivano a Roma per far visita al padre. Durante una vacanza, le tensioni in famiglia emergono. Daniela Persico, membro del comitato di selezione del Festival, ne parla così: «Un tuffo nell’infanzia e nell’atmosfera dorata degli anni Ottanta, attraverso lo sguardo di tre fratelli stretti nel desiderio di sentirsi una famiglia. Tra sogni e responsabilità, Elkann guida in maniera impeccabile un ricco cast di attori in un film dolce e struggente, come un ricordo infantile. Un esordio consapevole e sincero, baciato dalla grazia di chi ha conservato l’innocenza fatata e feroce dei bambini».

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