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STABIO
20.05.2019 - 18:000

Ingegneri ed artisti dell’audio e del video

«C'è sempre più bisogno di audio e video di qualità». Parola del professor Alberto Pinto

STABIO - Un paio di settimane fa tutto il mondo ha celebrato il cinquecentenario di Leonardo da Vinci, il genio rinascimentale che riuniva in sé conoscenza scientifica e talento artistico. È questo il connubio che permetterà ai tecnici multimediali del futuro di non essere sostituiti da macchine “intelligenti”? Lo chiediamo al Professor Alberto Pinto, matematico e musicista, che dalla sua fondazione dirige il Centro Europeo per gli Studi in Musica e Acustica (CESMA), l’istituto che a Lugano forma i tecnici del suono e dell’audiovisivo. 

Ricordo una frase proprio di Leonardo che recita pressappoco così: “Quelli che s’innamoran di pratica sanza scienzia son come ‘l nocchier ch’entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada.” Per essere vincenti sul lungo periodo non basta l’amore per la pratica, servono una formazione di alto profilo tecnico-scientifico unita ad una profonda passione artistica, sia essa per la musica o per l’immagine. Infatti anche il settore audiovisivo è diventato così ricco di tecnologie in rapida evoluzione che solo la “bussola” di una solida cultura scientifica e umanistica può orientare e dare certezze per il futuro. Già oggi alcuni compiti dei tecnici audio e video possono essere sostituiti dall’intelligenza artificiale, basti pensare ai vari sistemi di missaggio e montaggio automatici in rapidissima evoluzione.

Quindi anche in questo settore sarà la “testa” a fare sempre di più la differenza?

Certamente. La preparazione solida, il lavoro, le idee e la creatività. Insomma tutto ciò che non è puro utilizzo meccanico di macchine, che tra pochissimo si utilizzeranno benissimo da sole. Al contrario, la comprensione di ciò che sta dietro l’algoritmo, nella sua genesi, permetterà di proporre soluzioni originali, adatte al cliente e, alla fine, vincenti. Ma questo richiede fatica, spirito di sacrificio, studio e curiosità, oltre che ovviamente passione.

Com’è il mercato del lavoro attualmente? I vostri studenti trovano occupazione?

Non c’è mai stato uno studente (serio e non “di passaggio”) che non abbia trovato lavoro già durante il corso, noi li aiutiamo e addirittura li obblighiamo a farlo. C’è sempre più bisogno di audio e video di qualità, quindi le possibilità lavorative sono davvero tante, interessanti e variegate. Basti pensare all’esplosione dei canali televisivi tematici, il webcast e soprattutto la produzione e diffusione di eventi, vero motore di questa industria in Svizzera come nel mondo. Parlo di mondo perché questa professione ha davvero, anche se praticata nell’angolo più sperduto, un respiro internazionale. Si è sempre a contatto con enti, professionalità, competenze trasversali e non più localizzate, che parlano una stessa lingua tecnologica ed artistica.

A proposito di lingua, quanto è importante conoscere l’inglese in questa professione?

È assolutamente fondamentale. I nostri corsi di primo livello sono (quasi) interamente in italiano ma i master sono in inglese. Ormai, a livello professionale intendo, nessuno può più prescindere dalla conoscenza avanzata di questa lingua. È la lingua comune del mondo audio/video ed è anche la lingua ufficiale di Audio Engineering Society (AES), l’associazione professionale incaricata di svolgere gli esami federali.

Ci dica qualcosa in più di AES. Lei che ruolo ha in essa?

AES è la più importante associazione internazionale di ingegneri del suono che elabora e stabilisce standard in campo audiovisivo. Ha sede a New York, oltre ad avere sezioni in quasi ogni  Paese del mondo e molte sezioni studenti. Come docente universitario faccio parte di AES da circa vent’anni e ho ricoperto diversi ruoli direttivi al suo interno. Al momento mi occupo dell’area Sud Europa, Medio Oriente e Africa. In quanto direttore di CESMA sono anche membro del comitato d’esame di AES-Svizzera per gli esami federali.

 La vostra scuola prepara dunque agli esami federali di professione?

Sì, prepariamo sia i tecnici del suono che i tecnici dell’audiovisivo attraverso differenti percorsi biennali. Sono entrambe professioni affascinanti, estremamente diverse ma con molti punti di convergenza. Gli esami federali però sono solo uno degli obiettivi del nostro istituto, e nemmeno il più importante. L’unica vera ragione per cui facciamo didattica, oltre che ricerca, è che vogliamo formare (sottolineo formare, non istruire) i tecnici del futuro: non semplici esecutori ma professionisti su cui fare affidamento e che, per dirla con Leonardo, siano dotati di una “bussola” efficace con la quale dirigere la “nave” dei propri progetti nel mare, a volte tempestoso ma sempre meraviglioso, dell’evoluzione tecnologica al servizio dell’arte.

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