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Keystone
SVIZZERA
20.09.2019 - 18:290

Campagna PPD, il presidente Pfister sorpreso dalle reazioni

L'utilizzo di Google per mettere in cattiva luce gli avversari ha avuto l'effetto di una bomba. E le cose potrebbero anche peggiorare visto che questo weekend è atteso il lancio della 2a fase

BERNA - La campagna del PPD in vista delle elezioni federali di ottobre, che utilizza Google per mettere in cattiva luce gli avversari, ha avuto l'effetto di una bomba: in un incontro con la stampa oggi a Palazzo federale, il presidente di partito Gerhard Pfister si è detto sorpreso dalle reazioni e dalla loro violenza. Le cose potrebbero anche peggiorare: questo finesettimana è infatti atteso il lancio della seconda fase della campagna.

Se fosse stato in grado di misurare le dimensioni della tempesta scatenata dalla campagna, avrebbe avvertito in anticipo le sezioni cantonali, ha affermato Pfister. Le reazioni più dure sono venute, secondo il consigliere nazionale, dal partito liberale radicale. Particolare piccante, in diversi cantoni tra cui Ticino, Lucerna e Zugo, PLR e PPD hanno deciso di correre a braccetto nelle elezioni federali.

A quanto pare - ha constatato il presidente - la rappresentazione di un candidato tratteggiata partendo dal punto di vista del PPD non è stata apprezzata da tutti: ha dato fastidio pure ai politici più scafati. Ma il partito, nella sua campagna, non mirava a mettere in croce gli avversari, bensì ad illustrare le loro posizioni nell'ottica popolare democratica, ha precisato Pfister.

Le reazioni dei partiti cantonali sono state talvolta violente, soprattutto nei casi in cui esistono congiunzioni di liste o addirittura liste uniche.

La segretaria generale del PPD, Gianna Luzio, ha dal canto suo spiegato che l'agenzia Enigma, incaricata di progettare la campagna su internet, ha utilizzato come parole chiave per Google tutti i nomi dei candidati dei partiti rappresentati in Parlamento, focalizzando l'attenzione sui temi cari al PPD.

Questo fine settimana la campagna entrerà nella seconda fase: ai nomi usati come parola chiave su Google si aggiungeranno termini come costi sanitari o nomi di altri partiti. Queste nuove parole chiave verranno poi adattate in base ai click, ha precisato Luzio. Nella terza fase la campagna si concentrerà sui contenuti: obiettivo è aumentare la visibilità del PPD sui social media.

Il partito nazionale sta puntando decisamente su internet, trascurando manifesti e cartelloni. Una scelta - secondo Pfister - incredibilmente costosa e dall'effetto dubbio.

Martedì la candidata al Consiglio nazionale Marion Maurer (PLR/LU) si era espressa duramente nei confronti della campagna del PPD, definendola un'azione di mobbing. Aveva quindi chiesto l'interruzione immediata dell'azione elettorale. Con successo, sembrerebbe: chi oggi cercava in Google un candidato alle elezioni federali otteneva risultati assolutamente normali.

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