Massimo Bartolini
LUGANO
10.04.2021 - 09:100

Cantone e comuni a scuola di comunicazione

Massimo Bartolini, Candidato consiglio comunale di Lugano Partito Verdi liberali

LUGANO - Ormai ci siamo, manca 1 settimana al termine di queste elezioni strane, senza comunicazione sul terreno, da parte di candidati e partiti, vien da dire che a 7 giorni dallo spoglio i giochi siano fatti, ma niente di più falso. I dati aggiornati al 9 aprile dicono che solo il 17,8% dei 34'205 aventi diritto di voto, quindi solo 6'100 persone, hanno espresso il proprio diritto per corrispondenza, un dato tristemente basso.

È anche vero che la gente crede sempre meno nella politica fatta di buoni propositi sulla carta e promesse vuote, come anche vero che negli ultimi 12 mesi i pensieri e problemi sono stati altri e saranno altri anche per i prossimi. Come persona che lavora nel marketing e nella comunicazione, non che sia un esperto di fama Mondiale intendiamoci, quello che ho notato e mi preoccupa, a livello democratico e di informazione, è proprio la totale mancanza di quest’ultima, una mancanza di informazioni su come il cittadino possa esprimere il proprio voto, come sono le modalità e quali sono le possibilità per conoscere i candidati, c’è anche un sito apposito (www.smartvote.ch) che è stato molto poco pubblicizzato, se non da qualche nuovo candidato.

Non ho visto da parte di nessuna testata giornalistica, da nessun comune e tanto meno dal Cantone, l’incentivare il voto per corrispondenza, che vista la situazione pandemica ancora un po' preoccupante, sarebbe stata un’ottima occasione per incentivare le persone al voto e a questa possibilità, votando in tutta sicurezza da casa e imbucando semplicemente la busta elettorale. Niente che spiegasse ai giovani come votare e perché è importante farlo, niente che aiutasse anche gli anziani ad usare il voto per corrispondenza. Non ho letto nessuna nota informativa su come si vorrà procedere, nei vari seggi del Cantone, per far esprimere il proprio voto a chi vorrà recarsi ai seggi, quello che ho notato è una totale mancanza di semplice comunicazione.

Io nel mio piccolo, con video e articoli, ho cercato di far capire come votare, dove informarsi, perché votare, e soprattutto cerando di incoraggiare i giovani a farlo, anche con il mio partito abbiamo organizzato 3 dirette online chiamate “aperitivo Verdi liberali” e qualche altro piccolo video sui canali social, cercando di far conoscere candidati nuovi, validi e dal profilo interessante.

Questa grave mancanza di comunicazione istituzionale andrà purtroppo a penalizzare tutti quei candidati e liste, che non hanno alle spalle i grandi benefattori, amici o sponsor, ma che hanno nuove idee e persone valide che porterebbero nuova linfa ad una politica stanca e statica. Anche nei dibattiti televisivi si è dato poco spazio per esprimersi ai nuovi candidati e li si è relegati in tribune nascoste e buie, addirittura alcuni candidati ai Municipi non hanno avuto il ben che minimo spazio a livello televisivo. Va bene mettiamoci la scusa Covid ancora una volta, ma non tutti hanno la possibilità di spendere migliaia di franchi per cartelloni stradali, quotidiani e riviste, chi ha budget limitatissimi deve arrangiarsi con i social, non di facile utilizzo per tutti e che comunque non ti dà la possibilità di raggiungere una certa tipologia di elettore, Io mi auguro e non vorrei che questa mancanza di informazione sia voluta, anche se a pensar male ci si azzecca, perché sarebbe veramente triste, ma mi spaventa forse ancor di più che sia stata involontaria, perché allora qualcosa va cambiato in fretta a livello istituzionale nella comunicazione.

Il valore ancora cosi basso, di chi ha espresso il voto, è preoccupante, penso che non si andrà oltre il 45% di votanti, 54% nel 2016, probabilmente mancheranno sempre di più i voti dei ragazzi under 30, mentre gli anziani voteranno di default le solite persone e partiti, ma non mi meraviglierei se anche il numero di schede non valide aumentasse, perché è mancata una semplice, doverosa e basilare comunicazione informativa. Un’altra occasione persa per le istituzioni di provare a portare più elettori al voto, ma soprattutto più giovani al voto.

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