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29.03.2021 - 09:460
Aggiornamento : 17:44

Il PSE, le visioni e l'unità

Rupen Nacaroglu, candidato PLR al Municipio e al Consiglio comunale di Lugano

LUGANO - C’è una aspetto del Polo sportivo che non ho mai condiviso: la volontà di trasferire a Cornaredo parte dell’amministrazione comunale. Questo a causa della sofferenza che già oggi il centro della Città manifesta, con molti commerci che boccheggiano o hanno già dovuto chiudere. Ma la politica quasi mai propone scelte che sono ottimali al 100% o da scartare completamente. Di progetti perfetti non ce ne sono. Occorre quindi mettere sul piatto della bilancia tutti i pro e i contro e fare una ponderazione dalla quale deve prevalere - sempre! - l’interesse generale sugli interessi particolari o contingenti. 

E se devo “pesare” il PSE nel suo insieme, non posso che approvare questo progetto. La forza, l’innovazione e le necessità che porta in dote sono superiori alle criticità. Innanzitutto per quanto riguarda la parte sportiva. Non posso infatti dimenticarmi di chiamarmi Nacaroglu e di avere la fortuna di vivere a Lugano proprio grazie al basket, che portò mio padre in Svizzera nel 1970. Non posso dimenticare le migliaia di sportivi, in gran parte giovani, che meritano strutture degne del 2021. Non posso dimenticare che siamo una delle città che più di tutte ha vinto in Svizzera. Calcio, hockey, pallanuoto, pallavolo, basket (4 squadre in serie A avevamo!). Non posso dimenticare che Football Club Lugano ha dovuto giocare le ultime due Europa League in esilio a Lucerna, perché Cornaredo non è più neanche lontanamente all’altezza della competizione europea.  Non posso dimenticare che Lugano ha ospitato i Mondiali di calcio. E che lo stadio – a parte la tribuna Monte Bré – è rimasto da allora lo stesso. Ed era il 1954. Lugano era poco più di un villaggio di pescatori, ma ospitò un Mondiale. Una partita sola, è vero, ma ospitò un Mondiale. 

Ora Lugano è cresciuta. Per anni è stata la terza piazza finanziaria elvetica. Ha fatto le aggregazioni. È arrivata a quasi 70.000 abitanti. Ma lo stadio è rimasto lo stesso e il palazzetto ancora non c’è… se ne parla da 22 anni! 

Prima accennavo al villaggio di pescatori e alla terza piazza finanziaria. “Naca, c’è la pandemia. I tempi sono cambiati. Non ce lo possiamo permettere”, dirà qualcuno. Rispondo che è proprio nei momenti di crisi che occorre fare investimenti anticiclici nelle grandi opere. Dobbiamo ritenerci fortunati che in questo periodo drammatico, la Città possa varare un progetto da centinaia di milioni i cui lavori, all’80%, saranno svolti da ditte locali, secondo quanto afferma il Municipio. Da questo punto di vista, una manna dal cielo. 

Non posso nemmeno dimenticare che il PSE non è un progetto che spunta dal nulla, ma che è stato pensato fin dall’inizio per inserirsi in modo armonioso in quello che sarà il Nuovo Quartiere di Cornaredo. La nuova Città. L’entrata Nord che abbiamo iniziato a costruire scavando la galleria Vedeggio-Cassarate. Ci saranno uffici, negozi, ristoranti, abitazioni, anche a pigione moderata, e soprattutto tanto verde con un nuovo, grande, parco. Per non dire del terminal del tram-treno (altra rivoluzione epocale in arrivo!).  È la Lugano che cambia, che evolve, che si reinventa e che tenta di puntare un po’ su se stessa senza piangersi troppo addosso.  

Non posso dimenticare, infine, che gli stessi discorsi pessimistici si facevano anche per il LAC e per la Foce. Spazi culturali e sociali che oggi nessuno si sognerebbe di mettere in discussione. 

C’è il tema del trasferimento dell’amministrazione, che a mio avviso resta un errore. C’è il problema dello sfitto, che tutti ci auguriamo possa essere contingente e, soprattutto, possa essere invertito proprio grazie a una Città più bella e che investe sul suo futuro. Così come permangono dei dubbi sull'equilibrio tra costi e benefici nel contratto stipulato tra la Città e HRS e dei suoi effetti sulle casse comunali che lavoreremo per mitigare.

Ma i “pro” indicati poc’anzi sono di gran lunga superiori e mi convincono a sostenere il PSE. A cominciare con il voto di stasera in Consiglio Comunale.

Ed è in questa ottica che mi sembra opportuno mettere l’accento sulla Lugano del futuro, una Lugano che possa svilupparsi con convergenze e unità d’intenti, con la volontà di tutte le parti in causa di fare il bene comune, della collettività. Non ritrovarsi, su ogni progetto, all’interno di guerre di quartiere, ognuno a difendere interessi particolari che tenderanno, sempre, ad allontanarci dal bene comune, dalle visioni che la cittadinanza si aspetta dalle classe politica. Sarò sincero: spero, e mi impegnerò affinché la prossima legislatura apra una fase di pacificazione e di lavoro costruttivo sia tra le varie forze politiche che all'interno delle stesse. Lugano deve rimettersi a correre, senza più essere ostaggio delle tensioni partitiche, dei bisticci, delle polemiche e degli sgambetti. Questo è quello che pensa e ci chiede la maggior parte dei cittadini ed è quello che penso e voglio fare anch'io.

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