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TICINO
20.08.2012 - 09:000

Conferenza del pediatra Vittorio Vezzetti: "Nel nome dei figli"

Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri

«L’affido congiunto alternato con tempo paritetico dei figli di due ge­nitori separati, e il conseguente man­tenimento diretto, rappresenta il reale "bene del minore"». Parla Vit­torio Vezzetti, pediatra di Varese in­vitato da Papageno a Chiasso a fine gennaio per presentare una confe­renza sul tema della bigenitorialità. "Nel nome dei figli" questo il titolo della serata e anche il titolo del suo libro recentemente pubblicato in Ita­lia. Assente la quasi totalità degli ad­detti ai lavori, presidenti di tutorie, tutori, avvocati, giudici, pretori, ecc.; presente il pretore avv. Matteo Pe­drotti, il quale segue assiduamente le conferenze dedicate ai temi che as­sillano la famiglia contemporanea: separazioni e genitorialità.

Il disagio dei minori

La conferenza ha avuto il pregio di esporre con grande lucidità il disagio dei minori di coppie separate. Final­mente si è visto e sentito qualcuno in grado di dare una chiara e precisa de­finizione di "bene del minore". E’ sintomatico che questa definizione non sia venuta da un politico o da un giurista ma da un medico pediatra. In base a quali conoscenze teoriche o esperienze professionali i nostri av­vocati possono stabilire cosa è da in­tendersi con "bene dei minori"? Quando poi personaggi competenti si permettono di interferire nelle son­nolenti ed insipienti prassi dei tribu­nali, apriti cielo!

Le udienze in aula

Dati alla mano, il dottor Vezzetti ha tolto di mezzo molti tabu che gover­nano leggi e giurisprudenza nel no­stro Diritto (si fa per dire!) di famiglia. L’oratore ha fatto un elenco tragico, ma a tratti anche tragico­mico, di ordinarie udienze in tribu­nale. Con passione ed un pizzico di umorismo ha raccontato di sentenze prefabbricate redatte ancor prima che la causa di separazione iniziasse, di come per il bene dei figli si metta alla porta di casa (abitazione coniugale) il padre e addirittura si autorizzi il trasferimento dei figli a mille km di distanza dal papà concedendogli, di conseguenza, un misero diritto di vi­sita d’alcune ore e solo ogni due set­timane!!! Cose che succedono in Ita­lia, in mezza Europa ed anche da noi. Tuttavia in Europa esistono nazioni nelle quali si può anche divorziare con una sola udienza in pretura (nel 93% dei casi in Svezia). In molti paesi del mondo l’affido condiviso è la regola. La ricerca scientifica ha di­mostrato che la perdita del genitore paterno arreca ai figli (orfani di padre vivo) danni di natura profonda e non di rado irreversibili: un esempio su tutti, si sa che l’80% dei criminali è cresciuto senza padre.

La famiglia

Ancora oggi si finge di non rammen­tare che per allevare al meglio i figli, la famiglia con due genitori è l’am­biente incomparabilmente migliore. Una volta le cosiddette "monoparen­tali" erano, assai diversamente da oggi, costituite da vedove e orfani… nel nostro tempo invece… da figli affidati ad un solo genitore, in ma­niera schiacciante, e non è un caso (s)fortuito, alla madre. Il tempo di coabitazione con i figli è determi­nante per lo sviluppo psichico della prole. Meno padre, più danni per i figli! E più danni per l’intera comu­nità di domani! Del resto, l’incre­mento della violenza giovanile, specialmente in questi carnevaleschi giorni, è documentata sulle pagine di tutti i nostri giornali!

"Si è padri anche da separati". Que­sta fu la prima frase che un’avvoca­tessa disse ad un padre per addolcire la pillola del suo allontanamento dai figli. La seconda frase recitava pres­sappoco così: "Trascorrere poco tempo coi figli, ma di qualità". Sono frasi ricorrenti, stereotipi, banalità, che vorrebbero addirittura tappare il sole con un dito. Quanti crimini nel nome del "bene dei minori"! Perché al padre dovrebbe importare sola­mente la "qualità", mentre alla madre ed ai figli anche la "quantità"?

Padre=bancomat

Con quali mezzi e strumenti un padre separato, ridotto oggi dalla vergo­gnosa giurisprudenza attuale a "padre bancomat", può ancora com­pensare influssi, forze, il "bombarda­mento" educativo e soprattutto diseducativo dei numerosi attori che gravitano attorno ai figli? Nessuno! Allora non meravigliamoci se, cre­sciuti con la metà di quel che hanno bisogno, risulteranno poi la metà di quel che avrebbero potuto essere!

Il Vezzetti si e ci chiede: Arriverà presto il giorno in cui i figli si costi­tuiranno parte civile contro i tribunali che hanno allontanato il padre dalla loro vita? E noi ci chiediamo: A quando l’affido condiviso? A quando i tempi paritetici coi nostri ragazzi? Quando i Politici e i Giudici restitui­ranno il padre ai nostri figli? Nella Neue Zürcher Zeitung del 25 dicem­bre scorso si leggeva un’intervista alla giornalista "mammablogista" Binzwanger. La celebre giornalista affermava che in futuro ci sarà an­cora qualche famiglia tradizionale, ma che per i figli non è importante se uno o due genitori si occupano della loro educazione. A parere della no­stra esperta, in futuro sarà sufficiente far vivere i giovani in un ambiente "stabile". Cosa significhi non ci è dato a sapere, però di certo per la Binzwanger la famiglia è elemento superfluo e già morto. Molta legge­rezza e superficialità anche nella stampa!

La scienza e i tribunali

La scienza fatica ad entrare nei tribu­nali afferma il Vezzetti. Si può osser­vare una lampante incomunicabilità tra il mondo scientifico e il mondo del diritto. Cita l’esempio della PAS (sindrome da alienazione parentale): per i nostri tribunali, come pure per l’avvocato Forni - noto divorzista nostrano nonché presidente di tutoria - la PAS non esiste. Quante sentenze hanno condannato un genitore alie­nante? In Ticino zero! Oggi si sa che di PAS ci si ammala eccome: lesioni cerebrali, difficoltà di apprendi­mento, comportamento violento, in­capacità empatica e via discorrendo. Senza voler parlare di droga, dipen­denze e suicidi.

La bigenitorialità

Parlando di emancipazione femmi­nile, l’oratore ha affermato che la bi­genitorialità non è una conquista dei padri, bensì di donne emancipate le quali vogliono crescere i figli con ac­canto una figura maschile di riferi­mento. Non si può che scrollare il capo se si pensa che la Consigliera federale Sommaruga ci presenta l’autorità parentale congiunta come la grande conquista (concessione al maschio) nel diritto di famiglia. Nel vecchio continente siamo gli ultimi ad ottenerla! Non siamo invece al­l’avanguardia nella capacità di di­struggere la famiglia e le nuove ge­nerazioni? Se insistiamo a non riconoscere le necessità affettive, psi­cologiche e sociali dei figli, se per adeguarsi ai tempi il nostro paese non volge lo sguardo verso paesi come la Svezia o la Francia nella quale il divorzio esiste da ben più di 200 anni, l’unica via che ci rimane è la pratica della prostituzione per l’ap­pagamento sessuale, e gli asili nido e i collegi di Stato per crescere ed edu­care i figli al posto dei genitori.

La moda femminile

Il Vezzetti ha criticato anche la moda femminile di allontanare il padre ac­cusandolo di violenza sessuale nei confronti dei figli e aggiunge: è tra­gico sapere che per i figli non abusati le conseguenze sono pari a quelle degli abusati! Se si pensa che nel 98% dei casi si tratta di false accuse, che codeste madri rimangono impu­nite, che operatori sociali nel nostro cantone affermano che la lotta alla pedofilia si deve fare a tappeto pur­ché si possa incarcerare il 2% dei casi denunciati, ci si può solo mettere le mani nei capelli. L’operazione è riuscita, ma il paziente è morto!

La riflessione

Gli spunti di riflessione sono stati in­numerevoli e spumeggianti. Il Dr Vezzetti ci ha concesso di filmare la conferenza e Papageno vi ripropone per intero l’imperdibile conferenza su internet: www.youtube.com/papa­genotv ( per leggere l’articolo con do­cumentazione annessa, inserire in "Cerca nel sito" di www.papagenonews.ch il codice xyz13 ) Per chiudere la conferenza il pediatra varesino ha citato una commovente frase, e con questa desideriamo pure concludere il nostro breve resoconto: "Beato quel genitore i cui figli cor­rono tra le sue braccia anche quando le mani sono vuote!".

Contatti: info@papagenonews.ch Tel 079 - 240 40 51 & 376 83 39

www.papagenonews.ch

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