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TI.MAMMEOggi, domani e sempre: il tempo spiegato ai bambini

23.03.22 - 08:00
Passato, presente e futuro passano attraverso routine e calendari didattici.
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Oggi, domani e sempre: il tempo spiegato ai bambini
Passato, presente e futuro passano attraverso routine e calendari didattici.

L’insieme dei cambiamenti, degli obiettivi raggiunti o delle cose fatte danno contezza del tempo trascorso che, altrimenti, avrebbe una natura astratta e convenzionalmente ricondotta al trascorrere di ore, giorni o anni. Ammettiamolo, definire il concetto di tempo non è esattamente facile e spiegarlo ai bambini può richiedere uno sforzo in più. Quando un adulto rimanda a «dopo» o «domani» il consenso ad una richiesta, i piccoli rimangono sospesi nell’incertezza del momento in cui essa sarà esaudita e che, per ora, vaga in una realtà generica. Un modo per aiutarsi a contestualizzare i tempi è quello di associarli a eventi particolari e ricorrenti: il giorno in cui c’è il corso di lingua o quello di nuoto, la sera che prevede le polpette a cena o un certo programma in televisione. Una strategia grazie alla quale i bambini riescono ad inquadrare il tempo, rendendosi conto grazie ad una routine collaudata di un dato momento della giornata o della settimana, che però richiede una certa maturità.

Un bimbetto di tre anni è troppo piccolo per sfruttare certi stratagemmi e quando sente rimandare una propria richiesta non riuscendo a capire quanto tempo dovrà trascorrere per essere accontentato, soccombe alla delusione e, spesso, sbotta in un capriccio che in realtà è insoddisfazione e frustrazione. La routine torna a dimostrarsi molto utile soprattutto con i bimbi più piccoli che sapranno cosa aspettarsi dal risveglio alla nanna. Introdurre il concetto del tempo e del suo trascorrere può avvenire anche attraverso l’osservazione degli eventi naturali: il colore delle foglie degli alberi che cambiano al trascorrere delle stagioni, per esempio. In questo modo i pargoli acquisiranno il concetto di successione grazie agli avvenimenti che si verificano uno dopo l’altro stabilendo il concetto di prima che corrisponde al passato, di adesso che coincide con il presente e di dopo che rappresenta il futuro. Crescendo, però, ai pargoli non basta più guardare al clima, al Natale o al carnevale per capire che periodo dell’anno sia ed è questo il momento in cui si può ricorrere all’uso di un calendario per aiutarli a scandire il tempo nel modo convenzionale degli adulti.

Naturalmente il primo calendario di un bambino sarà un concentrato di fantasia, originalità ed ingegno e consentirà di comprendere il trascorrere del tempo in modo divertente. Un pannello con alcune indicazioni fisse come «ieri, oggi e domani» che permettono il riferimento del giorno, e la data che comprende anche mese ed anno, rappresenta la base di un calendario didattico che si arricchisce delle sezioni dedicate alle attività previste nella giornata, alle ricorrenze, al tempo atmosferico e persino alle sensazioni del pargolo. Il bambino avrà, così, sempre più chiara l’idea che in quel dato giorno dopo la scuola c’è lo sporto, oppure si va dai nonni o si sta a casa con mamma, e così via per tutta la settimana. Poi ci sarà il mese in cui indicare le vacanze di Pasqua o quelle estive, il giorno con i compleanni di genitori, amici e parenti, la festa in programma a casa di un compagno di scuola: tutti riferimenti che consentiranno ai piccoli di individuare il prima e il dopo il loro svolgimento, imparando a scandire il proprio tempo in relazione all’andamento a quello della famiglia, della propria comunità e del mondo intero.

TMT (ti.mamme team)

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