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TI.MAMME
21.10.2021 - 08:000

Genitori troppo social: il pericolo della condivisione di foto e video

L’orgoglio di mamma e papà spesso passa attraverso i pericolosi post sui propri figli piccoli

Si chiama sharenting ed è il termine, formato dai vocaboli to share (condividere) e parenting (essere genitori), con cui si indica la tendenza dei genitori a pubblicare foto e video dei propri figli sui social network. Un’abitudine ingenua nata dal desiderio di condividere un’espressione buffa dei propri pargoli o un loro progresso, qualcosa di importante, insomma, e si sa che per ogni genitore qualsiasi cosa facciano i propri figli è straordinariamente importante. In realtà dietro questo trend a prima vista innocuo si nascondono alcuni rischi che per eccessivo entusiasmo raramente si considerano. Esperti di tecnologia e psicologi, i più preoccupati dal fenomeno dello sharenting, evidenziano la possibilità che entro i prossimi dieci anni questa condivisione sarà causa di un gran numero di casi di furto di identità ai danni dei bambini. Ogni genitore dovrebbe considerare la possibilità che foto e video pubblicati sui social possano generare furto di informazioni personali e violazione della privacy, ma anche discriminazioni, bullismo e imbarazzo.

Se i figli sono adolescenti è frequente che siano contrari alla pubblicazione delle proprie foto, tanto da definirsi angosciati dalla frequenza con la quale i propri genitori le condividano on line. Ciò che bisognerebbe tenere a mente è che ogni foto, una volta pubblicata, rimane in rete per sempre. La professoressa Stacey Steinberg dell’università della Florida, in una dichiarazione rilasciata al sito Al Jazeera, ha sottolineato che «tra trent’anni la tecnologia di riconoscimento facciale potrebbe esistere per accoppiare l’immagine di un bambino nudo con quella di un CEO, per esempio», con comprensibili conseguenze – anche solo di imbarazzo - per la sua immagine e la sua reputazione. Evitare totalmente di condividere foto e video, ma anche informazioni, dei propri figli è il consiglio dato ad ogni genitore, almeno sino al compimento dei 13 anni, l’età legale necessaria per l’apertura di un account social, o comunque chiedendo il permesso al diretto interessato per farlo. Cercando di non lasciarsi irretire dalle mode di internet, gli esperti suggeriscono di evitare di scattare troppe foto ai figli e goderseli nella realtà, mettendo da parte l’orgoglio genitoriale nel mostrare quanto speciali siano le proprie creature.

TMT (ti.mamme team)

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