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TI.MAMME
28.08.2021 - 08:000

Concentrazione: quando i bambini non riescono a mantenerla

Si parla spesso di deficit dell’attenzione, ma cosa provoca davvero la facile distrazione nei più piccoli?

Prestare attenzione a lungo, magari mentre fuori splende il sole o la pioggia riproduce ritmi originali sui vetri, è difficile. Soprattutto per i bambini, inclini a lanciare la curiosità oltre l’ostacolo della routine, scolastica soprattutto. Quando i piccoli manifestano mancanza di concentrazione, tanto da annoiarsi presto anche di fronte ad un nuovo giocattolo, si è portati subito a temere disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), ma non è sempre quella la risposta. Un bambino che fa fatica a rimanere seduto, non si sa organizzare, sembra sempre lontano con i pensieri, mostra segnali di lunatismo o aggressività e scarse capacità di movimento può avere alle spalle situazioni particolari come ore di sonno insufficienti, situazioni familiari stressanti, alimentazione errata e anche compiti difficili (dai quali tendenzialmente si esime senza applicarsi).

Per aiutare i bambini a recuperare concentrazione sarà utile rimediare agli eventuali errori appena indicati e, poi, favorire le condizioni di attenzione. La pazienza è il primo inderogabile elemento del quale munirsi per procedere a creare le condizioni più favorevoli alla concentrazione e, quindi, tutte le distrazioni possibili compresi rumori, suoni, voci, attività in sua vicinanza (la mamma che dà da mangiare al fratellino neonato accanto al pargolo che fa i compiti è una distrazione enorme!). Anche il tempo di impiego di smartphone, televisore e computer deve essere ridotto e categoricamente escluso durante lo studio, mentre deve essere favorito il procedimento per obiettivi e responsabilità. Sarà compito dei genitori creare una tabella con gli orari per le diverse attività della giornata dallo studio al gioco, senza dimenticare il tempo libero. Il rispetto di quegli orari con dei risultati concreti potrà essere premiato a fine settimana.

Un aiuto concreto al cospetto di una mole di compiti spesso eccessiva, arriva dalla loro riduzione da troppo grandi a più piccoli. Se il piccolo deve leggere un intero capitolo sarà utile aiutarlo con la suddivisione del testo in piccoli paragrafi che gli permetteranno di procedere a passi piccoli senza perdere entusiasmo al cospetto di un impegno troppo pesante e difficoltoso. Apprezzamenti e ricompense saranno incentivi sempre validi, così come la collaborazione dei consulenti scolastici. E se la mamma è ancora dubbiosa e teme che possa esserci qualche motivo più serio dietro la difficoltà di concentrazione del proprio pargolo, è bene ascoltarla e contattare il pediatra per le indicazioni più adeguate.

TMT (ti.mamme team)

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