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TI.MAMME
11.06.2021 - 08:000

Paghetta ai bambini: piccoli paperoni crescono

Come, quando e perché dare un piccolo compenso periodico ai propri figli

Settimanale o mensile e da che età? Ma soprattutto: sì o no? Parliamo di paghetta, ossia quel denaro – poche monete o una banconota, a seconda dell’età – che i genitori danno ai figli per un minimo di autonomia che li aiuta ad essere un po’ più indipendenti e responsabilizzati. Di solito arriva quando i figli sono abbastanza grandi da poter avere qualche compito fisso da espletare per poter ricevere una sorta di compenso per il loro impegno: la paghetta, appunto. Ma i genitori si interrogano frequentemente sull’opportunità o meno della sua consegna. Secondo la psicologa Valentina Clerici, consulente presso l’Azienda socio sanitaria territoriale Fatebenefratelli Sacco di Milano, la paghetta è una consuetudine positiva che aiuta anche i bambini a responsabilizzarsi con un vero e proprio strumento di autonomia. I soldini ricevuti da papà e mamma servono per poter acquisire l’abitudine di risparmiare per potersi consentire un acquisto più importante o per comprare un regalo ai genitori o alla fidanzatina o alla migliore amica. 

Gli undici anni sono l’età più giusta per iniziare a dare la paghetta: l’ingresso alla scuola secondaria, infatti, è un passaggio di maturità che può accogliere anche questo evento, tenendo comunque sempre conto anche della maturazione emotiva dei piccoli, e non solo quella anagrafica, per capire se siano realmente pronti per questa responsabilità. Sempre nel rispetto delle disponibilità economiche familiari, si dovrà stabilire anche l’ammontare e la frequenza dell’erogazione. Tra i 5 e gli 8 Franchi si può trovare il giusto importo e la frequenza settimanale o mensile è una decisione tutta propria della famiglia in base alle proprie esigenze. L’esempio dei genitori sarà il primo aiuto ai più piccoli per imparare a gestire la paghetta, lasciando capire loro che quei soldini devono servire per gli extra di loro gusto: figurine, fumetti, caramelle o per metterli da parte per un obiettivo più grande. Vietato, però, usare la paghetta come una punizione: essa deve essere uno strumento educativo, non una forma di ricatto, un metodo per avviare all’autonomia, instillando la responsabilità.

TMT (ti.mamme team)

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