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TI.MAMME
18.02.2021 - 09:170

Il riscatto della mamma "reale"

Un fenomeno social, quello delle "mammedimerda", che racconta il lato ironico della maternità

In principio c'era il senso di colpa che gravava sulle mancanze involontarie e che spingeva le mamme a sentirsi inadeguate a causa di una dimenticanza o di un pensiero non in linea con la sublimazione della maternità. Poi sono arrivate le "mammedimerda" e l'universo femminile ha conquistato la libertà di essere se stesse senza vergognarsi. L'accettazione dei limiti materni e dell'obiettiva visione di questa genitorialità ha segnato la contrapposizione tra le suddette mammedimerda e le mammebene, realiste oltre misura le prime e perfettine impeccabili le altre. Ad avviare pubblicamente il movimento della consapevolezza delle madri scarse sono state Francesca Fiore e Sarah Malnerich due mamme che hanno sperimentato tutta la loro inadeguatezza decidendo di andare in vacanza da sole con le proprie figlie. Invece di deprimersi nella frustrazione del fiasco di quella esperienza, le due impavide signore hanno deciso di scrivere un libro (Non sei sola. Fenomenologia della mammadimerda) ed aprire un blog (mammadimerda.it) sulle carenze delle mamme, molto più diffuse di quanto si pensi.

Praticamente l'input per affrancare tutte le donne dalla schiavitù di essere all'altezza di standard fissati da non si sa chi. «Questo blog non è politicamente corretto, non produce cultura, non fa informazione. Se l'iconografia di Mammabene ti sta stretta e pensi che ci sia bisogno di un modo diverso di raccontare la maternità, stai qui». È con questa presentazione che il diario elettronico mammadimerda.it accoglie le proprie lettrici, rendendo subito chiara la filosofia alla base di quelle pagine virtuali. L'assunto del blog è quello del «non farcela come stile di vita» e racchiude tutte quelle donne che arrivano tardi a prendere i figli da scuola e che preferiscono starsene rannicchiate in poltrona a leggere un libro, invece che accompagnare la piccola di casa alla lezione di danza. Donne che incarnano la contrapposizione delle mammebene che hanno giornate perfettamente organizzate nelle quali gli impegni personali e familiari si uniscono in una sinfonia di pianificazioni che regala ad ogni cosa il suo posto naturale nel mondo. Il web ormai pullula di creazioni inneggianti al lato oscuro delle cose: dalle pietanze realizzate (male) in casa ai mariti, dai cani ai bambini, senza dimenticare evidentemente le mamme. 

Ed il blog creato da Francesca Fiore e Sarah Malnerich ha il merito di essere una finestra aperta sulla verità di una maternità fatta di aspetti reali: insuccessi, dimenticanze, inadeguatezza e sensi di colpa. Quella che ne deriva è la descrizione analitica delle mammedimerda ben lontane dal prototipo di perfezione genitoriale, vere e coraggiose nel dichiarare che non è tutto bello e romantico nella maternità, dalla gravidanza in poi. La lampante e dichiarata contrapposizione all'universo dorato delle mammebene spiega l'essenza delle mammedimerda che conoscono i propri limiti e non cercano di nasconderli, non hanno case perfette e non creano abiti di carnevale per i propri figli con l'abilità della fata madrina delle favole. A rappresentarle tutte ci sono proprio Sarah e Francesca, 40 e 36 anni, 3 figlie in totale, ed un'abbondante dose di ironia con la quale arricchiscono il loro blog dissacrante nel quale ognuna può ritrovare una parte, più o meno grande, del proprio modo di pensare, senza sentirsi meno degna di essere chiamata mamma. Perché le mammedimerda sono mamme a tutti gli effetti, pronte a dar la vita per i propri figli, solo che lo fanno in silenzio e magari in pigiama, senza i ghingheri delle parigrado perfettine. Vale lo stesso, se non di più.

TMT (ti.mamme team)

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