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TI.MAMME
02.02.2021 - 08:270

I tic dei bambini: cause e rimedi

Come comportarsi di fronte a questi incontrollabili vezzi nei piccoli?

Intorno ai 5 o 6 anni di età, nei bambini e con una piccola prevalenza nei maschi, si può assistere alla comparsa di tic. Si tratta di movimenti incontrollabili e possono essere motori, come smorfie o spostamenti bruschi di spalle e testa, o vocali come colpi di tosse, grugniti e sbuffi. A questi si aggiungono coprolalia, dire le parolocce, ecolalia, ripetere le parole altrui, e tricotillomania, toccarsi continuamente i capelli. Una ripetizione di tic motori e vocali insieme rappresenta la sindrome di Tourette. L'insorgenza dei tic non ha ancora cause definite scientificamente, anche se è stata rilevata l'incidenza di una predisposizione familiare, come precisa la dottoressa Giovanna Tripodi, neuropsichiatra infantile. Anche i bambini caratterialmente tendenti a soffocare le reazioni emotive  che, quindi, difficilmente piangono o gridano, sono più frequentemente colpiti dai tic che, in genere, si manifestano in tutti i piccoli, in casi di particolare stress.

Questi vezzi sono transitori e si riducono sino a sparire  con l'età tanto che difficilmente continuano durante l'adolescenza. In presenza di un tic è assolutamente cointroindicato correggere il bambino che, generalmente, neanche si accorge di averlo. Meglio creare un ambiente giusto intorno al piccolo, parlando con insegnanti ed educatori affinché spieghino ai compagni di classe che quella particolare situazione non deve essere derisa e possano evitare situazioni di particolare ansia. Un aiuto importante nella risoluzione dei tic arriva da sport ed attività ludiche in genere, durante le quali i bambini si rilassano ed i vezzi spariscono. Distrarre è quindi la parola d'ordine per ridurre il problema: disegno, pittura, nuoto e yoga sono attività perfette, ovviamente senza elementi di competizione.

Si è detto che i tic tendono a svanire con l'età, ma è impossibile che un genitore rimanga ad aspettare di vederli sparire, preferendo ricorrere subito al medico. Il pediatra tendenzialmente tranquillizza il paziente ed i suoi genitori e, poi, indaga per scoprire le cause eventuali del fenomeno. Se però il disturbo non si attenua nell'arco di un anno diventa necessaria una visita da un neuropsichiatra infantile, come suggerisce la dottoressa Tripodi. L'incontro con lo specialista permetterà di escludere patologie scatenanti o prendere in considerazione l'utilizzo di farmaci che, insieme ad aiuto psicologico, aiutino il bambino a gestire il tic. Il supporto serve anche ai anche i genitori che, così, vengono supportati nel superamento del disturbo e delle sue conseguenze.

TMT (ti.mamme team)

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