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TI.MAMME
29.01.2021 - 08:000

Pandemia: non si muore di solo covid

Al centro dell'attenzione anche l'aumento dei suicidi tra adolescenti

L'epidemia da Sars Covid-19 ha flagellato il mondo intero ed ancora non ce ne siamo liberati, rimanendo schiacciati dalle prescrizioni anti contagio raccomandate da tutti i governi, con cautele più o meno stringenti. Evidentemente la vita di ognuno è cambiata subendo limitazioni, a volte difficili da gestire, che hanno condizionato la quotidianità di adulti, bambini ed adolescenti, con conseguenze diverse e non sempre passeggere. Gli effetti della pandemia sono solitamente elencati in numero di contagi, decessi e guarigioni, e bisogna cercare un approfondimento per scoprire ripercussioni, silenziose e dolorose, che agiscono a livello psicologico. La frustrazione data dalla limitazione e dal senso di impotenza, finisce per nutrirsi di paure e sfocia in ansia, stress e depressione. Il primo pensiero è per gli  adulti, colpiti da provvedimenti che hanno intaccato sicurezze lavorative ed economiche, ma non bisogna dimenticare adolescenti e bambini che stanno vedendo la loro crescita sociale e psicologica stritolata dalle morse delle proibizioni. 

Divieto a socializzare perché bisogna evitare i contagi, scuola centellinata per impedire contatti ed assembramenti in ambienti chiusi, e poi attività sportive ridotte, feste abolite, cinema vietati, in tutto il mondo il coronavirus è diventato sinonimo di chiusura: fisica, mentale ed economica. Per bambini e adolescenti aumenta il tempo da trascorrere in casa, dove può capitare che i rapporti con i genitori non siano idilliaci e, se esistono precedenti di violenza domestica, che il rischio peggiori. A questo si aggiunge che il rifugio dalla noia e dall'isolamento diventano internet ed i social media, mentre aumenta il numero dei suicidi, tentati e riusciti, tra minori di età compresa tra i 10 ed i 17 anni. Una ricerca sulla salute mentale condotta dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta a giugno 2020  ha evidenziato l'aumento, nell'ultimo anno, dei sintomi di ansia e depressione tra i più giovani, con il suicidio indicato come seconda causa di morte tra gli americani di età compresa tra 10 e 24 anni. 

Nella più vicina Italia, uno studio, condotto da neuropsichiatri infantili dell'ospedale torinese Regina Margherita, ha denunciato l'aumento di tentativi di suicidio e di suicidi compiuti tra bambini ed adolescenti tra 10 e 17 anni. Dati impressionanti per i quali si chiede la massima attenzione da parte dei genitori affinché non siano sottovalutati i sintomi del malessere emotivo dei giovanissimi. Lo psichiatra Richard Friedman, sul New York Times, ha auspicato la collaborazione tra genitori e specialisti nel sostegno agli adolescenti per favorire una comprensione del loro dolore, guidandola verso un'accettazione utile a scongiurare reazioni estreme. L'aiuto del quale hanno bisogno i bambini e gli adolescenti è quello che porta all'adattamento ed impedisce che i più giovani assorbano le sensazioni di incertezza, angoscia ed isolamento anche dei genitori senza riuscire a metabolizzarle. Come si ripete dall'inizio dell'emergenza, per uscirne bisogna collaborare, senza trascurare i danni collaterali  della situazione.

TMT (ti.mamme team)

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