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TI.MAMME
26.01.2021 - 08:000
Aggiornamento : 27.01.2021 - 10:39

Allattamento e contraccezione

Esistono controindicazioni per i metodi anticoncezionali esistenti?

Il parto è un evento di grande stravolgimento nella vita fisica e mentale di ogni donna. Il modo di pensare e di comportarsi cambia in funzione delle esigenze del neonato, ma anche il fisico ha i suoi tempi di ripresa che riguardano anche la sfera emotiva e sessuale della neomamma e della coppia. Dopo la nascita di un pargolo subentra l'assenza del ciclo mestruale che può durare da sei settimane a molti mesi a seconda che la mamma allatti o meno al seno. Più chiaramente: l'allattamento al seno riduce la fertilità della donna ma non determina un reale metodo di controllo nascite. Il sesso non protetto, quindi, potrebbe innescare una nuova gravidanza già entro l'anno dal parto. 

Meglio, quindi, ricorrere ad un metodo anticoncezionale appropriato sin dalle prime settimane dopo il lieto evento, per evitare di affaticare nuovamente il corpo, che ha già subito un forte stress. A tal proposito è bene sottolineare che il preservativo può essere utilizzato senza alcun problema, mentre è preferibile optare per il diaframma almeno dopo sei settimane dal parto, affinché l'utero riprenda le dimensioni iniziali. Per quel che concerne la pillola bisogna distinguere i casi di assunzione. Le donne che allattano, infatti, dovrebbero optare per quella progestinica per evitare interferenze del farmaco con la produzione di latte materno, da assumere a partire da 6 settimane dopo il parto. Le donne che non allattano, invece, possono utilizzare anche la pillola estro-progestinica a 3 settimane dal parto, che diventano 6 in caso di rischio di trombo-embolia venosa. 

Spirale al rame e spirale medicata meritano un discorso a parte. La prima, stando alle disposizioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, può essere inserita a distanza di almeno 4 - meglio 6 - settimane dal parto e, preferibilmente, dopo la ricomparsa del ciclo mestruale. La spirale medicata che rilascia ormoni, invece, può essere impiantata nell'utero dopo 4 settimane dal parto, ricordando che i suoi effetti non hanno conseguenze negative sull'allattamento al seno e, quindi, sullo sviluppo del neonato.

TMT (ti.mamme team)

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