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TI.MAMME
15.01.2021 - 08:310

Madri e figlie: croci e delizie di un rapporto unico

Quando il legame più straordinario rischia di diventare tanto complicato da spezzarsi

In principio ci sono i sogni, poi arrivano le aspettative alimentate da grandi soddisfazioni, seguite dall'identificazione che punta al rapporto paritario. E tutto sembra funzionare nel legame più straordinario al mondo: quello tra madri e figlie. Ogni donna che scopre di aspettare una bambina comincia, inevitabilmente, a fantasticare sul loro futuro insieme, dal gusto per i primi vestitini alla complicità crescente che la porterà ad essere la migliore amica di sua figlia, con la quale condividere segreti e riflessioni, ma anche shopping e risate. E tutto sembra funzionare, ancora. Almeno sino a quando non si profila la distanza generazionale che, ahinoi, segna una battuta d'arresto nella comunicazione fluida  e nell'armonia speciale vissuta sino a questo momento. Da intesa a conflitto è un attimo e tutto l'idillio di un rapporto in simbiosi si infrange contro una serie di incomprensioni, difficili da evitare nonostante la buona volontà adoperata da entrambe le parti. Si riduce il dialogo e si diradano le confidenze, e quei due cuori che prima battevano all'unisono cominciano ad essere così lontani da non sentirne il battito. 

È un'immagine dura, ma corrisponde ad un'evoluzione che sembra inevitabile e rende le due donne più distanti di quanto potessero mai immaginare, incapaci di ritrovare un punto di incontro e riuscire ancora a capirsi. È uno step fisiologico che cancella persino quell'aspirazione delle figlie di diventare come le proprie madri. Il problema, forse, nasce dall'ingenua idea delle madri di non doversi scontrare con caratteri e desideri delle figlie diversi da quelli ipotizzati, senza dimenticare la differenza di età che c'è e non tarda a farsi notare, soprattutto in considerazione del suo corrispondere ad epoche diverse. Diventeranno più evidenti, quindi, il modo di vestirsi e di  divertirsi, quello di progettare il proprio futuro e persino di gestire la propria vita sessuale. Con l'innalzarsi dell'età delle primipare, il divario generazionale aumenta e quei trent'anni circa di differenza tra mamma e figlia finiscono per vedersi tutti al cospetto delle scelte importanti. E così, la donna che aveva idealizzato la vita della propria figlia, arricchendola anche con qualche progetto del tutto personale, si troverà al cospetto di altre scelte, ma soprattutto di una dinamicità di pensiero ed azione maggiore rispetto a quella della sua adolescenza/giovinezza. 

Perché è diverso lo stimolo esterno ed è destinato ai giovani, mentre gli adulti fanno fatica a comprenderlo del tutto. I figli, in genere, non possono essere fotocopie dei propri genitori, né ricalcare le loro orme nella propria realizzazione. Per le figlie vale lo stesso discorso con un'attenzione in più per quello che riguarda la sfera intima. Nonostante quel dialogo che sembra incepparsi ad un certo punto, il canale comunicativo deve rimanere fluido soprattutto in materia di sessualità e prevenzione, per essere certe che le proprie figlie abbiano informazioni corrette. Messi da parte imbarazzi e tabù, quindi, ogni mamma deve aggiornarsi e, poi, parlare serenamente con la propria figlia fornendole tutte le conoscenze utili ad evitare malattie e gravidanze indesiderate. Nessuna imposizione, nessuna regola strampalata: solo rispetto, partecipazione e sostegno per continuare insieme un cammino importante nel quale devono trovare spazio le speranze di ogni madre, ma soprattutto i desideri ed i progetti delle figlie.

TMT (ti.mamme team)

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